Notizie dalla Cuba di Fidel

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Una e-mail appena arrivata di un amico (20enne) che in questo momento è a Trinidad. Non metto la firma, ma le notizie sono originali. In tutti i sensi, anche nello stile di scrittura..

“Sobre el lider maximo la situa e questa : chi ha meno di 30 anni e contro il sistema. fino a quando cera Fidel andava ancora bene…ma Raul lo odiano e un pazzo e si dice che non veda l’ora di andare in guerra con l america!!! veramente! i vecchi memori di un passato da bordello del capitalismo stanno con la rivoluzione ma nn vedono di buon occhio raul. nella giungla. nelle citta e nei paesi ci sono falangi pronte ad insorgere.a spettano armi da miami. e che venga annunciata la morte di fidel come segnale…ci ho parlato…da tutte e due le parti..e sono molto motivati entrambi…toccare con mano quello che dovrebbe essere il socialismo reale e tanto sconvolgente quanto incredibile..x quanto si lamentino e x certe cose a ragione stanno meglio di chiunque altro in sud america. se solo lo potessero sapere…”

PS. La foto, sempre della serie fatta due anni fa (grazie a TalentoSprecato per i complimenti)

  • mari |

    grazie a te!!

    anche per gli occhi stellati e la riflessione su…

  • Cristina |

    aster P, ti credevo in vacanza, e invece eccoti qui a rimuginare sul mio blog… aiuto, spero che tu non ti stia annoiando!!! ho invece ricevuto un articolo su Cuba da un affezionato del blog… ora vediamo di pubblicarlo… il tema di Cuba è parecchio “scottante”, e coinvolgente…

  • Master P |

    Sì, se solo potessero sapere di chi vive dentro capanne di lamiera costruite su discariche a cielo aperto in Venezuela e in Brasile. Se solo sapessero che in Argentina la classe media un giorno si è ritrovata al mercato non per fare la spesa, ma per vendere i propri vestiti per comprare qualcosa da mangiare. D’altra parte succede, quando vai a fare un bancomat e la macchinetta ti dice “spiacente, qui i tuoi soldi non ci sono più”.

    E’ vero, caro amico di Cristina, se solo sapessero i cubani…

    Ma se solo sapessero com’è bello parlare di politica con i tuoi amici e litigarci perchè la pensi diversamente, senza il terrore che proprio uno di loro ti denunci alla polizia per le tue idee. Com’è bello accendere la televisione e poter cambiare canale invece di sorbirsi tutto il giorno un vecchio che blatera di una cosa che non esiste, le revolucion. Com’è bello poter far la valigia e partire per un posto che ti piace. Sono stata a Cuba più volte, a volte per lavoro, e non ricordo di aver mai pianto tanto durante un viaggio. Piangevo per ogni idea che vedevo tradita in quel posto, piangevo per i miei amici a Miami che erano scappati nel ’60, per gli amici cubani che non potevano andarsene, per gli omosessuali che a L’Avana si iniettavano l’HIV per farla finita perchè Fidel non li faceva campare comunque, per i bambini adescati dai pedofili americani in Plaza de la Catedral, con la polizia a un passo che faceva finta di niente. Questa è la revolucion? Quando avremo la capacità critica di dire che il mito di Cuba e di Castro è un falso mito? Quando sapremo dirlo senza l’ipocrisia di difendere un dittatore tanto sanguinario quanto furbo come Fidel?

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