Cristina Tagliabue -

Prima pagina

15 maggio 2008

Oddio, ho visto Gomorra

Ieri mattina, all'ora di pranzo, proiezione all'Anteo del film Gomorra di Garrone - oggi in copertina del Magazine del Corriere c'è Roberto Saviano che, come dice la mitica Annalena Benini de Il Foglio, è ormai l'icona di se stesso (suo malgrado, certo)-. 

Oddio, esco dal cinema e penso: si può dire che non mi è piaciuto? Ci ho rimuginato tutto il pomeriggio, e non trovo altre parole per esprimere una semplice constatazione personale, che vale quel che vale, certo, ma che è il libero pensiero di un'appassionata spettatrice di cinema.

Gomorra non assomiglia ad un film. Gomorra è, più che altro, un grande reportage all'interno della Secondigliano e della Napoli di Saviano. Poco intermediata dalla cinematografia (così come non lo è stata dalla letteratura, così documentata, e giornalistica anche, nel libro) la pellicola appare in tutta la sua violenta crudezza. Ovviamente, scelta stilistica del grande Garrone questa verosimiglianza alla realtà. Che ti fa così male, sin da subito, e che ti immerge nei fatti di cronaca di tutti i giorni che non ti vengono - quasi - mai raccontati.

Se la vita è Gomorra, sarebbe l'Inferno. E visto che Gomorra esiste, ogni giorno, possiamo ben dire che l'Inferno è a due passi da noi tutti. Ciononostante, seppur comprendendo la brutalità agghiacciante delle sparatorie e dei brutti luoghi del film, a me Gomorra non è piaciuto. Credo sia troppo pesante.

Certo meglio così, in un film verità, piuttosto che un Tarantino che rende tutto fumetto, e quindi irreale. Però mi chiedo, da ieri pomeriggio a stamane: ce la farà Gomorra a farsi vedere da tutti coloro che dovrebbero? O sdegnosamente, rifiuta il pubblico che non è all'altezza di due ore - lente - da incubo?

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30 aprile 2008

Il Mina: il personaggio è uscito dal libro

Ecco una promozione divertente, come solo un autore come Fabio Bonifacci (scrive cinema) è capace di inventarsi. Protagonista del tormentone è Il Mina, ha un sito internet su MySpace e già parecchi amici. Un personaggio uscito dal libro, e anche dal film, è il caso di dirlo. Un personaggio che si ribella al suo autore, e che ha scritto anche a me una serie insistente  di email per importunare i suoi amici

Messaggio per Mina: ok, adesso basta pero!
Messaggio per i lettori: il romanzo del Mina, per chi ama la carta, e le librerie, è Amore, bugie e calcetto.
Ora me lo vado a comprare....se no 'sto Mina mi continua a guerrigliare marketing!

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19 aprile 2008

Cinema Farnese: per chi non vede, per chi non sente

Prosegue con grande successo al Cinema Farnese la prima edizione romana di Cinema Senza Barriere - Al cinema insieme: stessa sala stesso film, una rassegna di film dedicata ai non vedenti e non udenti che, grazie a supporti audio e di sottotitolatura video, potranno fruire della pellicola in sala insieme ai loro familiari e accompagnatori.

Una rassegna realizzata dal Cinema Teatro Farnese in collaborazione con Agis Anec Lazio grazie al sostegno dell'Assessorato Lavori Pubblici e Politche della Casa della Regione Lazio. Tutti i film saranno audiocommentati per i non vedenti e sottotitolati per i non udenti.

Ingresso: 3 euro (gratuito per l'accompagnatore) - Piazza Campo de' Fiori, 56 - Info: 06.6864395


Sabato 19 aprile – ore 15.00
Il mio amico giardiniere
Di Jean Becker  - BIM Distribuzione (2007)
Con Daniel Auteuil, Jean-Pierre Darroussin, Fanny Cottencon

Un pittore parigino (Daniel Auteuil) si trasferisce in campagna dove incontra un vecchio amico di scuola (Jean-Pierre Darroussin) che assume come giardiniere. Nascerà un grande affiatamento, fatto di ricordi e discussioni su due visioni opposte del mondo, quella urbana e sofisticata e quella naif del campagnard incolto ma sincero. "L' incontro dell'uomo con un pittore parigino in trasferta in campagna, suo ex compagno di scuola, mette la miccia a una commistione di caratteri umanamente esplosiva". Maurizio Porro, Corriere della Sera

Lunedì 21 aprile - ore 18.30
Little miss sunshine
di Jonathan Dayton - 20th Century Fox (2007)
Con Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan Arkin

Sheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata. Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri. Vincitore di 2 premi Oscar e di un Golden Globe.

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14 aprile 2008

Cittadini - votanti - di Chinatown. Milano. Italia.

Ho votato a Milano, in Corso di Porta Ticinese. Ho votato a Roma, a Monteverde Vecchio. Ieri per la prima volta ho votato a Milano, in via Giusti, nel centro di Chinatown.

Qui la situazione è tosta. Confesso da subito il mio particolare punto di vista: la situazione è difficile non tanto per i cinesi che sbagliano, quanto per gli italiani che non aprono la testa, e che si accaniscono gli uni contro gli altri per una lotta per gli spazi senza senso.

Credo che grazie ai cinesi Chinatown diventerà grande e bella. Credo che grazie agli italiani - che tanto quelli dei vari comitati internet non sanno neanche cos'è - si continuerà a lamentarsi e a non combinare mai niente.

Per fortuna il quartiere si sta popolando di "giovani" che la pensano come me, ma purtroppo "questo è ancora un quartiere per vecchi". Dove i vecchi - sta male dirlo anche se sono gli anziani non sapienti, gli anziani succubi di Rete4 - contano, perché sono in pensione, garantiti, e non hanno nulla da fare tutto il giorno, se non straparlare....

Ricevo il 3 marzo una lettera - che allego - di De Corato nella quale mi invita a considerare le attività svolte in zona (per ora nessuna, visibile), e quelle previste, per il quartiere, gli sviluppi. Penso subito ai "vecchi" di Chinatown tutti contenti per la letterina.... Mi rattristo...

Ieri vado a votare credendo di immergermi tra una folla allegra di cinesi che potrebbe aver qualcosa da dire, di nuovo. Vado a votare e invece, sbalordita, mi trovo in mezzo a soli italiani.

Allora voto due X, e poi esco dal seggio, ed entro nei negozi aperti, e chiedo ai cinesi perché non votino. Mi dicono che lo farebbero volentieri, ma non hanno i permessi o l'anzianità sufficiente.

Mi piacerebbe che in mezzo a questa Chinatown si provassero a fare i primi tentativi di reale integrazione. Spero che i "giovani" che porteremo in Parlamento prima o poi ci sbarazzino non tanto dei "vecchi", quanto dei "vecchi modi di pensare".

PS: mi arriva il primo exit poll dal Corriere della Sera. Dice che Consortium per Sky dà PDL più Lega alla Camera al 42%, e PD più Idv al 40%. Al Senato 42,5% contro 39,5%. Sbuff....

Download de_corato_chinatown.jpg

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04 aprile 2008

Politici a portata di mano. Aperitivi, internet e...

In questi giorni impazzano gli incontri pubblici dei politici. Fateci caso. Tra Roma e Milano, non c'è giorno in cui non si possa "toccare con mano" - o stringere la mano - a tanti di quei politici che sembrano inavvicinabili, e che invece si mostrano finalmente in pubblico, in posti piccoli, in cui gli si può star "vicini".

Soltanto oggi, tra Milano e Roma, due incontri da non perdere. Il primo a Roma,  o in videostreaming, con Giorgia Meloni e Deborah Bergamini. Si parlerà di internet-democracy. Il secondo a Milano, con Matteo Colaninno, Pietro Ichino, Ivan Scalfarotto e Alessia Mosca. Si parlerà di lavoro e impresa... con aperitivo, in Via Boccacio 4, al Noon.

Qui di seguito i dettagli dell'incontro romano.

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03 aprile 2008

Addiopizzo, e benvenuta la focaccia maritata

I ragazzi di AddioPizzo sabato scorso erano a Piazza Campo dei Fiori, a Roma, a vender pizzini, e focacce. Il prossimo maggio saranno anche a Milano, grazie a una manifestazione che girerà tutte le piazze d'Italia (a Milano quella del Carmine) per sensibilizzare le persone intorno all'annoso - secoloso - tema della criminalità organizzata, e del tributo delle percentuali di guadagno alla signora Mafia.

Insieme a loro, il signor Vincenzo Conticello, che dal 1800 vende focacce - siamo alla quinta generazione - e che è uno dei più importanti testimoni del "pizzo, no grazie". L'ha detto ai mafiosi. L'ha detto in tribunale. L'ha detto in un intervista pubblicata oggi su Nòva24.

In piazza, in tante città, i non siciliani potranno assaggiare le sue focacce. La "schitta" - single - e la "maritata" - un pò più "carnosa" diciamo - e contribuire, insieme a Confindustria Sicilia, alla lotta alla criminalità organizzata.

Un pizzino costa 10 Euro. Serviranno a finanziare le associazioni no profit siciliane che ogni giorno testimoniano onestà. Un investimento goloso, ma doveroso, anche...

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28 marzo 2008

Nick Drake: chi era costui?

Oggi, alle 18.30, all'interno della Libreria Bookàbar al Palazzo delle Esposizioni di Roma (un posto davvero bello) si tiene una happy hour con "i testi di Nick Drake". Paola De Angelis, l'autrice, presenta il suo libro Journey to the stars (Arcana edizioni) insieme ad Ernesto Assante di Repubblica.

Se volete sapere di che tratta il libro, e il personaggio, qui di seguito un piccolo sunto...

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26 marzo 2008

Contro il target

Il target non è la pretesa di offrirci  ciò che desideriamo, ma ciò che siamo. Diciamoci la verità, al giorno d'oggi il target è una gran bufala in cui credono ancora in pochi.

Perché segmentando i consumi, si predente di conoscere le persone. Il che, invece, è insostenibile. Visto che le persone non sono più coerenti come una volta. Visto che le persone cambiano consumi e non sono fedeli a nulla. Neppure alla moglie o al marito. Neppure a se stessi. Figuriamoci ad un prodotto, o a uno stile di vita..

Un libro, edito da Bollati Boringhieri, ci spiega perché il target non funziona più. Si intitola Contro il target e il suo autore è Remo Bassetti, che vive e lavora come notaio a Torino, è collaboratore della «Stampa» ed ha fondato e dirige il mensile Giudizio universale.

Oggigiorno credo molto di più in prodotti nati dalla necessità di essere creati, invece che in uno studio sui target e delle sue esigenze. Remo Bassetti approfondisce così questo ingenuo mio pensiero. 

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25 marzo 2008

Caravaggi contemporanei, poco individualisti. Per fortuna

Che rarità, un artista che si confonde con gli altri... invece che cercare ossessivamente di emergere...
Ne trovate uno, fino al 5 aprile, a Conduits - Viale Stelvio 66, Milano -. Si chiama Matthew Stone e, intervistato da Gea Politi, ha così risposto... a proposito dell'altro.

GP: Nelle tue opere ci sono persone che fanno parte della tua stretta cerchia di amici, che sono sempre con te. Potresti spiegare questo processo lavorativo?

MS: Credo nella collaborazione. Le persone che compaiono nel mio lavoro sono sempre parte della mia vita, e io le amo e le rispetto dal punto di vista creativo. Mi piacerebbe che la gente vedesse la magia che io vedo in questo processo, e in loro come individui.

GP: “Non ho una singola connessione con un’altra singola persona: sono la più solitaria delle persone” – Kierkegaard – Tu sei una persona o sei parte di questo?

MS: Mi sento come se stessi cercando di trovare il confine in cui una persona finisce e l’altra incomincia. Mi sento talmente parte di questo, che spesso mi domando se siamo davvero degli individui.

Inutile dire che mi piace. Sarann solo belle parole, ma guardate qui sotto, un suo lavoro...

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24 marzo 2008

La coraggiosa Wafa Sultan

Ad Al Jazeera la psicologa arabo-americana Wafa Sultan non le ha lasciate a dire: "non capisco perché i musulmani debbano colonizzare il mondo con questa guerra santa inventata"... Il conduttore non riusciva più a parlare, attonito e sotto shock. Prima che le tagliassero la linea, la Sultan diventava un cult, applaudita anche da Memri Tv, che ha ripreso il suo intervento.

Amici francesi me lo hanno segnalato. Come atto di coraggioso intervento "quasi giornalistico", in realtà. L'ho pubblicato su YouTube. I sottotitoli sono in francese. Meglio che niente...

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23 marzo 2008

"La provinciale" di Moravia. In cui Gemma, ansiosamente, aspettava quella "proposta"...

... tanto vagheggiata e studiata da Paolo. Questo desiderio - scriveva Moravia nel terzo capitolo de "La Provinciale" - era furioso, di gran lunga più forte che quello dei sensi in lei ancora timidi ed assopiti, e prendeva talvolta la forma di una specie di ossessione. Le avveniva c0sì, la sera, di pregare in ginocchio per la riuscita dei suoi piani... (ovvero, il matrimonio con Paolo!)

Ascoltando l'audiolibro di Alberto Moravia (potete sentire il brano in causa, sperando che Il Narratore non si arrabbi che l'ho messo online) pensavo alla puntata di Anno Zero dello scorso giovedì. In cui la benemerita, e per carità onorabilissima Franca Rame, parlava di aborto anche in termini di scelta rispetto alla capacità dell'uomo (marito o compagno) di mantenere moglie (o compagna) e figlio.

Come se dal '68, dagli anni Settanta ad oggi non fosse successo niente. Come se il mondo non fosse pieno di donne che si mantengono da sole... Ecco. In questo senso "La provinciale" di Moravia è quanto di più lontano dalla mia sensibilità, e di vicino a come ho sentito la scorsa sera Franca Rame. Mi spiace soltanto che alla tivù, in quei pochi programmi intelligenti, non si cominci a rappresentare le scelte delle donne in modo un pochetto più complesso, articolato, contemporaneo.

Download alberto_moravia_la_provinciale.mp3

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20 marzo 2008

E tu dov'eri quando hanno rapito Aldo Moro?

16 marzo 1978. Sono passati 30 anni dal rapimento di Aldo Moro. Alcuni protagonisti dell’epoca ritornano sul palcoscenico, nostro malgrado. Altri, chi già c’era ma non aveva diritto di parola, semplicemente hanno continuato ad osservare le danze, rileggendo frasi di chi aveva già scritto, riascoltando trasmissioni di chi aveva già trasmesso.

Mentre l’informazione celebra se stessa, a 30 anni di distanza molte persone del mondo della cultura e dell’innovazione (autori, artisti, scrittori, registi, creativi della pubblicità e della comunicazione, imprenditori, architetti, manager) da bambini o adolescenti che erano, si sono fatti adulti.

Luca Beatrice, critico d’arte tra i più autorevoli, ci ha proposto di domandare a chi c’era - ma non viene mai interpellato su temi centrali della nostra storia - dove si trovasse quella mattina in cui rapirono Aldo Moro. Abbiamo accolto la sua idea e utilizzato strumenti come internet ed sms, per raccogliere le testimonianze di pochi tra i tanti che nel 1978 erano “piccoli” o “adolescenti”, e che con il caso Moro vivevano il primo precoce confronto con la cronaca, la politica, il mondo degli adulti.
Riportiamo qui di seguito la memoria di una ferita collettiva: semplicemente, le storie e i luoghi, delle persone che ci hanno voluto rispondere.

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18 marzo 2008

Pink Literature or Contemporary Harmony?

Hanno tra i 25 e i 44 anni, titolo di studio superiore e vivono in provincia. È questo l'identikit della lettrice della nuova letteratura rosa, o newpink, che emerge da una ricerca condotta da Mursia in occasione dell'uscita del romanzo Un Robbie Williams tutto per me (Mursia, pp. 206, euro 14,00) di Sabrina Meduri, giovane - e sconosciuta - scrittrice al suo esordio letterario.

Dicono dalla casa editrice che "il genere newpink è un originale incrocio di letteratura umoristica e di romanzo d'amore e le nuove scrittrici sono allo stesso tempo nipotine di Liala ed eredi di Wodehouse. Contrariamente a quello che si crede le lettrici di questo genere, un numero sempre crescente, non sono "gallinelle" un po' tonte e incolte. Anzi, sono donne determinate, implacabili fustigatrici delle debolezze maschili ma che non rinunciano al sogno del principe azzurro".

Fiorenza Mursia, presidente della casa editrice, ci spiega che "le lettrici per fortuna  leggono i libri e non le recensioni". Sono d'accordo. I critici sono troppo colti e corrucciati per prendere in mano un libro come quello della Meduri. La nuova divulgazione culturale, in casi come questo, la fanno le radio, internet, il passaparola, la televisione.... che parlano di "fenomeni culturali", più che di letteratura.

Certo dev'esser faticosto fare editoria-concept-marketing... a metà tra la ricorsa di Sposerò Simon Le Bon e Federico Moccia...

Qui di seguito i risultati della ricerca. Per le amiche dei Tokio Hotel: ragazze, tra un pò arriverà qualche libro anche per voi, non vi preoccupate :-)

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14 marzo 2008

Come sopravvivere ai newyorkesi

Stasera, ore 18.00, a Roma, la presentazione del libro Come sopravvivere ai newyorkesi (che ci stanno invadendo). Culturalmente, si intende.

Autrice: Tiziana Nenezic (Cooper edizioni).
Luogo: Palazzo delle Esposizioni.

Una buona scusa per visitare anche il Palazzo, mirabilmente ristrutturato, stando attenti alle vetrate. Sono pulite, brillanti, trasparentissime: un sacco di gente ci è finita contro, con dolore. E con il naso...

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10 marzo 2008

Brides on tour

Il sogno di percorrere in autostop i paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre sedate. Il viaggio di due bellissime spose vestite per un matrimonio che forse è già avvenuto o che non avverrà o forse è rappresentato dal viaggio stesso...

Sono due artiste. Pippa Bacca e Silvia Moro. Possiamo seguirle da qui. In poi.

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08 marzo 2008

Coincidenze giornalistiche: Aldo Moro e i luoghi della memoria

Stamattina come sempre, insieme alle mimose, ho acquistato anche La Repubblica. Già stupita, dopo aver ascoltato Corrado Augias che nella sua trasmissione Enigma dedicata a Moro su Rai 3 che l'altro giorno si domandava, e domandava agli invitati, "tu dov'eri quanto hanno rapito Aldo Moro", in prima pagina del giornale oggi leggo Giuseppe Avanzo e vedo il servizio fotografico che sono andati a scattare.

Un grande giornalista, un bellissimo pezzo. Un mese fa ne avevo letto uno di Luca Beatrice, noto critico d'arte, su Linus, che riprendeva l'idea che avevo avuto a inizio anno e la commentava anche nel suo svolgimento. Era stato l'articolo più letto, tra quelli che avevo scritto sul web. L'avevano visto in tanti.

Chissà. Forse i grandi giornalisti non leggono internet, e abbiamo avuto semplicemente le stesse idee. O forse invece qualcuno invece legge internet, e siccome è internet (la serie B?) non val la pena di citare altri giornalisti.

Sbuff. I blogger citano chi riprendono...
Pubblico l'ultima foto di Via Gradoli.
Fine del percorso.

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07 marzo 2008

Il nero video degli Afterhours

I milanesi ammazzano il sabato è il titolo del nuovo album degli Afterhours, in uscita il prossimo maggio. Interessante doppio senso. Intelligente, acuto, come il leader della band, Manuel Agnelli. Che già anni e anni fa cantava gli architetti sono qua, hanno in mano la città... Osservazioni dure, quasi cattive.. ma una faccia inossidabile e inconfutabile della realtà..

Gli Afterhours sono passati all'etichetta non più di "nicchia" Universal. Sono entrati nel mondo di internet. Hanno scelto un regista di raro gusto, come Graziano Staino, per gigare il video del loro nuovo singolo.

Continua a non essere il mio genere musicale, ma continuo ad ammirare le scelte artistiche di questi quarantenni ribelli, milanesi.

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06 marzo 2008

Cloni di Moleskine: tanti, e brutti

Un anno e mezzo fa scrissi una pagina in loro onore. Fu uno dei pochi casi, insieme a un pezzo dedicato ai Post-it, in cui citare un'azienda diventava come citare un "amore". I pubblicitari chiamano questa tecnica lovemarks: creare un marchio e farne innamorare il pubblico. Ma non sempre si riesce a farlo, a tavolino.

Ebbene. Moleskine, con me, ci è riuscita tanti anni fa. Anche la 3M con i Post-it.
Lo scorso week end, dunque, sono andato alla Feltrinelli di piazza Argentina (Roma) per comprare qualche quaderno nuovo. Ne ho trovati di splendidi (i nuovi rosa!). Ma poi, su altrettanti scaffali, non ho potuto notare non so quanti cloni. Che certo, costavano un poco meno, ma quanto eran brutti...

Pubblico qui di seguito l'articolo che scrissi ai tempi sul giornale. Mi sembra non sia cambiato niente, se non l'invasione degli ultra-cloni...

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29 febbraio 2008

Facce in vendita. Copertine "pop" e mestiere "poc"

C'è bisogno di personaggi, per vendere. Teatro, musica, cinema, libri. Ma soprattutto c'è bisogno di personaggi per vendere la carta, i mensili, i settimanali.

C'è bisogno dei personaggi, per vendere. E sempre di più è la televisione a far da padrone, anche nell'ambito dell'editoria.

Le persone normali.... che noia. I personaggi, invece, quelli sì che fanno sognare. Ce lo spiega un esperto del settore come Mimmo Ugliano, titolare della società EquipeMediaCom. Da decenni si occupa di ricerche nell'ambito della tivù e dello spettacolo, e lo scorso anno ha intrapreso uno studio circa i volti più presenti sulle copertine italiane.

Purtroppo, dopo una veloce quanto morbosa lettura, possiamo ben affermare "niente di nuovo sotto il sole".  Oppure, a piacere, canticchiare il ritornello che Frakie Hi Nrg ha sapientemente proposto in quel di Sanremo: "Non si fa la rivoluzione. L'hanno detto in televisione".

Le sue ragioni le dimostrano i risultati della ricerca condotta da Ugliano: la vincitrice assoluta della classifica-cover è Michelle Hunziker con 32 copertine e 22 milioni di lettori (fonte Audi Press).  Seguita a ruota dall'onnipresente Simona Ventura, che con lo stesso numero di presenze ha totalizzato quota 21 milioni di "contatti". Chi l'avrebbe mai detto?

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28 febbraio 2008

Da Sanremo al Veneto: ecco dov'eran finiti i Jalisse

Chi se la ricorda la canzone che a Sanremo di non so quanto tempo fa vinse il Festival? Due tizi, un maschio e una femmina in coppia, sconosciuti tra i big - solo a Sanremo capitano ste cose - a intonare "Fiumi di parole -sbam -  fiumi di parole tra noiiiiiiiiii - sbam - prima o poi ci portano viaaaa.....".

Non so a chi piacque la canzone, chi la votò. Fatto sta che ricevo comunicazione dalla Regione Veneto per la Fiera Bit (Turismo) e chi mi ritrovo? Nientepocodimeno che la proiezione di James Bond, e poi, i Jalisse (si pronuncia Gialisse?). Riporto testualmente in corsivo stralci di comunicato stampa.

CON JAMES BOND, LE DOLOMITI, IL PROSECCO E LA MUSICA DEI  JALISSE, DOMENICA CHIUDE ALLA GRANDE IL VENETO DEGLI SPETTACOLI DI BELLEZZA ALLA BIT

Segue la presentazione della giornata, con ospiti pranzi e solluccheri, e alle 3 del pomeriggio, eccoli comparire!

Alle 15,40 ci saranno i Jalisse, che presenteranno le loro attività con e bambini, seguiti alle 15,50 dall'intervento di Marca Treviso e Provincia di Treviso sulla "Mostra internazionale dell'illustrazione per l'infanzia" e su "Sarmede, paese delle fiabe", con attività pratica di disegno, con il coinvolgimento del pubblico più giovane.

Tra Sanremo e Regione Veneto, mi vien da pensare, purtroppo, che siamo sempre, inevitabilmente, anche autoironicamente - per carità - un Paese kitsch. Solo che un bel gioco, normalmente, dovrebbe durar poco...

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25 febbraio 2008

Arredo - e decoro - urbano. Questione di gusti. Purtroppo.

Oggi parliamo di stupidaggini personali o collettive. Poco importanti, ma antipatiche.

Nel mio palazzo, in Via Paolo Sarpi a Milano, c'era un problema. Appena entrato, il povero inquilino veniva assalito dalla vista - vabbé non proprio all'entrata, ma all'interno del cortile - di una quantità di ceste per i rifiuti che ai sensibili - come la sottoscritta - erano in grado di rovinare la giornata (o la serata).

Mi sono presa la briga di proporre al condominio, che mai si mette d'accordo, il regalo di una serie di vasi di design (Serralunga - Luisa Bocchietto la designer) da me acquistati regolarmente senza sconti giornalisti e varie ed eventuali, con tanto di ricevuta. Giusto perché erano grandi grandi, coprivano la monnezza, erano belli. Li ho presi rossi, perché in Chinatown sembrava un bel gesto... Ho speso uno stipendio e mezzo mensile. Sono stata felice.

I vicini di casa approvano, in assemblea condominiale (2 ottobre), la mia idea. Ordino i vasi, i vasi arrivano. L'amministratrice scrive però sugli atti dell'assemblea che io li regalo. Non che i condomini li accettano. Me ne accorgo pochi giorni fa, dopo che il signore del piano terra, che era solito parcheggiare la sua auto dentro il suo magazzino (non potendo), dopo avermi urlato addosso brutte parole e coalizzatosi con i vicini, convince l'amministratrice a farmi scrivere che i vasi vanno tolti, che sono brutti, che non stanno bene, che deve essere trovata un'altra soluzione.

Già. Perché lui, col suo furgoncino, non ci può più manovrare agevolmente come prima, né tantomeno inquinare come prima. Non bastasse l'aria che già respiriamo.

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24 febbraio 2008

Dario Fo interpreta l'Ultima Cena di Leonardo. Stasera, all'Auditorim di Roma

Fo, già allievo dell’Accademia di Brera a Milano, oltre ad essere un geniale attore e commediografo, è anche disegnatore e illustratore. Da solo, ha ri-disegnato alcune tavole con le quali accompagnerà la lezione che si terrà stasera all'Auditorium Parco della Musica di Roma, sala Santa Cecilia (la migliore, anche per l'acustica :-)

La lezione-spettacolo che Dario Fo metterà in scena era già stata rappresentata nel 1999, nel cortile della Pinacoteca di Brera. I pochi che hanno potuto assistere (io modestamente ci fui) vedranno un Leonardo in carne ed ossa.

Fo ce lo racconta come una persona viva e umana, alle prese con le difficoltà ad emergere in un mondo che emargina i figli illegittimi come lui, anche quando sono geniali; alle prese con una società che cambia violentemente tra guerre e colpi di stato, nel segno di grandi personalità come Savonarola, Machiavelli, Ludovico il Moro, Lorenzo il Magnifico; alle prese con la volubilità delle corti italiane, i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano, il Papa a Roma che a volte lo osannano a volte lo trascurano, costringendolo ad un faticoso peregrinare in cerca di protezione e commissioni.

In questa grande storia emerge l’esperienza del Cenacolo come una drammatica storia nella storia.
Per chi può, roba da non perdere stasera...

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22 febbraio 2008

Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, dalla cucinetta di casa, a Cuneo, scrisse

Parte il 1 marzo, da Cesena, il tour dei Marlene Kuntz - come ho scritto ieri nel pezzo su Nòva24 -. Le 16 tappe teatrali per lo storico gruppo italiano, coincidono con l'uscita del settimo disco - Uno - e con un libro - I vivi - edito da Rizzoli, scritto da Cristiano Godano, il leader della band.

Poetico, sofisticato, letterario, il disco. Poetico, sofisticato, letterario lo stesso Godano, che non ha fatto una biografia delle solite, ma una raccolta di racconti. Rizzoli (collana 24/7, Euro 15) l'ha pubblicata con un’immagine in copertina di Sascha Kurschner che è a metà tra voli pindarici ultraterreni e la leggerezza di chi c’è, ma vorrebbe volar via. “Diceva Renzo Piano di Luciano Berio – spiega Godano – che il desiderio dei poeti è quello di librarsi in volo. Anche quando scrivo i testi il cielo è molto presente”.

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21 febbraio 2008

Dalle Fans dei Tokio Hotel, con ricevuta di ritorno

Care fans dei Tokio Hotel. Riporto qui un paio di vostre lettere per tentare nuovamente un dialogo.
Sinceramente non ho ancora capito, dopo tanti sforzi, perché il vostro amato gruppo sia così "speciale", e diverso dagli altri, visto che in questo mondo tutti sono alla ricerca di un'identità "unica e diversa".

Dunque, in buona fede, nonostante sia andata ad un loro concerto, nonostante abbia ascoltato le loro canzoni e parlato con parecchie di voi in questi mesi, non ho capito PERCHE' i Tokio Hotel sono tanto amati. Insomma, non è vero che non mi sono affatto informata...

Vi pubblico per farvi capire che insomma, suvvia, non è il caso di arrabbiarsi perché qualcuno la pensa diversamente da voi. Rilassatevi magari, e infervoratevi per le cose importanti, semmai. Perché in fondo ho trovato le vostre "missive" un pò acide. E perché inacidirsi tanto, per un gruppo musicale, a 14 anni d'età?

PS. Sara mi è molto simpatica però. Mi è piaciuta la sua formale educazione.

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19 febbraio 2008

Liberadonna: 21.816 firme ai dirigenti del centro-sinistra

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta!

L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

La lettera continua qui. Per chi volesse aggiungere firme, anche gli uomini credo siano ben accetti...

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17 febbraio 2008

8 giorni, 5 quotidiani, 487 firme in prima pagina, 78 donne

Stasera ho ripreso in mano tutti i miei conteggi settimanali. Il compitino era, come spiegato in un precedente articolo, contare le firme in prima pagina su 5 quotidiani presi in esame. Il Manifesto, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Sole 24 Ore.

La giornata di domenica non è molto indicativa. Aveva ragione Corinna De Cesare, firma femminile sul Corriere della Sera la scorsa domenica 10 febbraio, che commentava sul mio articolo precedente con una speranza, in positivo.

La domenica ci sono meno persone, in redazione. Probabilmente anche molte meno donne. Anche oggi ho contato solo 7 donne in prima pagina, su un totale di 65 firme. Negli altri giorni della settimana è un pò meglio. E tuttavia, non così TANTO meglio.

Lunedì 11 febbraio. Ho comprato L'Unità al posto de Il Manifesto, perché il lunedì non esce. Spero non me ne vorrete. 58 firme, 14 donne.

Martedì 12 febbraio. 56 firme, 8 donne.

Mercoledì 13 febbraio. 52 firme, 12 donne.

Giovedì 14 febbraio (San Valentino). 59 firme, 9 donne.

Venerdì 15 febbraio. 87 firme, 10 donne.

Sabato 16 febbraio. 57 firme, 13 donne.

Oggi, domenica 17 febbraio. 65 firme, 7 donne.

In 8 giorni, il conteggio è il seguente: 487 firme in totale sui 5 quotidiani presi in analisi. 78 donne firmano in prima pagina. Il 16% del totale. La percentuale è stata ottenuta calcolando anche le donne di cui non è specificato il nome di battesimo in prima pagina - la maggioranza - e di cui sono andata a trovare i nomi, per gli articoli ripresi in prima, all'interno dei giornali.

Lascio ad analisi successive (seguirò per un mese i quotidiani) su quali giornali sono valorizzate meglio le donne, e in quali ambiti. Mi preme però sottolineare, in questa sede come non abbia letto in una settimana alcun editoriale femminile, né tantomeno articolo di commento politico/economico.

Soltanto Il Manifesto ha pubblicato opinioni al femminile nella classica colonna che "spetta" ai professori, agli intellettuali, alle persone che pensano. Martedì commento di Giuliana Sgrena "Bush agita lo spettro del terrorismo" , mercoledì editoriale di Micaela Bongi  "Sfondamento al centro", venerdì editoriale di Ida DominiJanni "L'aborto è di Stato".

Su La Repubblica, mercoledì 13 febbraio un "Il Caso" di Miriam Mafai, posizionato non nella colonna degli editoriali: "Gli invincibili del terrorismo senza la grazia del pentimento", a cui rispondeva venerdì 15 su Il Sole 24 Ore Benedetta Tobagi (ho scansito e pubblicato su internet l'articolo proprio ieri).

Oggi su Il Corriere della Sera un'altra donna scrive un'opinione. Maria Laura Rodotà. Però non è la colonna degli editoriali, anche se è in alto nella pagina, e assomiglia più ad uno di quegli articoli di colore politico.

In ogni caso, sul Corriere, questa settimana è stata l'unica a raccontare "un punto di vista".

Titolo del pezzo: Quei figli con un bel cognome.

Su Il Giornale c'è poco. Molto poco. Ma merita un articolo-post a sé...

 

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16 febbraio 2008

La lettera aperta di Benedetta Tobagi a Ferruccio de Bortoli

Caro direttore
apprendo dal (bellissimo) articolo di Miriam Mafai (si veda "La Repubblica" del 13 febbraio") di due iniziative discutibili che hanno per protagonisti ex terroristi. Mi sciocca in particolare la prima: l'ex Br Antonini sarà ospite di Erri De Luca (scrittore, ex membro del servizio d'ordine di Lotta Continua) a una conferenza dal titolo "Gli invincibili". Di primo acchito sono presa da un rigurgito di rabbia e amarezza. Poi rifletto e mi calmo. Informarsi, capire, analizzare.

Così comincia la lettera di Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi,  al direttore de Il Sole 24 Ore pubblicata ieri in prima pagina dal quotidiano.

L'ho scansita, in modo che anche i lettori di internet possano averla a disposizione, leggerla, informarsi, capire, analizzare. Grazie Benedetta.

Download lettera_aperta_benedetta_tobagi.jpg

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15 febbraio 2008

Il Guglielmotel e i Centri Commerciali Naturali

Ieri me lo chiedevo all'interno della pagina di creatività di Nòva24: chi è l'imprenditore brianzolo che si è giocato il tutto per tutto con questo assurdo nome, che ricorda la Svizzera, e che fa tanto ridere e sorridere tutti?

Guglielmotel.
Povero Guglielmo Tell? Oppure, beato Guglielmo Tell, ad esser ricordato così ironicamente proprio qui, nel Belpaese? 

Chissà... Secondo me, va a gusti.

Poi, sempre nello stesso articolo, si parlava in generale del futuro dei piccoli paesi di provincia.

Hanno coniato un termine, i professori universitari, che quello sì ha fatto rabbrividire: dicono che i piccoli centri di provincia devono trasformarsi in centri commerciali naturali.

Brutta storia. Brutto nome. Brutte cose.

Qui di seguito il pezzo pubblicato ieri...

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12 febbraio 2008

E Michelangelo Pistoletto si inventò - anche - il "Love Difference" gelato

Brutto mestiere quello dell'artista. Soprattutto di questi tempi. Cosa organizzare? Come comunicarlo? Quando? E a quanto vendere le proprie opere? E poi, a chi? E poi, ancora, perché?

Nell'ultimo mese mi sono arrivati quattro comunicati stampa differenti relativi a Michelangelo Pistoletto.

Il primo da RAM Radio Arte Mobile che, in occasione della Fiera dell'Arte di Bologna, insieme ad Achille Bonito Oliva, presentava una "Senza Titolo" con all'interno anche il nostro Pistoletto.

Poi, il Castello di Rivoli, bellissimo, che lo scorso 5 febbraio ha inaugurato la mostra "Dipingere la vista moderna". Indovinate tra gli artisti chi c'era? Ovviamente, non poteva mancare Michelangelo Pistoletto...

Poi, ancora prima, le Case d'Arte mi invitano il 31 gennaio ore 18.30 per Body Work.Una mostra che, tra gli altri, prevedeva anche la presenza di... abracadabra... nientepocodimeno che Michelangelo Pistoletto!

Dulcis in fundo, qualche giorno fa, un collega mi gira un comunicato stampa che così titola:

                                        22, 23 e 24 Febbraio 2008 al CAMeC di La Spezia

Gelato e Pasticceria Love Difference come passaporto culturale:
l’arte e la gastronomia si incontrano per promuovere il dialogo fra le culture del Mediterraneo

E poi continua così

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09 febbraio 2008

Polaroid, I love-d You

Leggo la notizia smarrita-incredula e penso che davvero si stia chiudendo un'epoca, per gli amanti della fotografia.

Riprendo in mano la mia prima Polaroid. La macchina,  quella con cui ho scattato tutti i ritratti delle persone che mi entravano in casa, sin da piccola. E penso: per esser sicuri di avere ancora un possibile futuro su carta, prima che arrivi il 2009 - data fissata per la definitiva estinzione della produzione - ci toccherà correre in ogni negozio del globo e accaparrarci chili di "fotogrammi" disponibili?
E dopo il 2009 cosa faremo? Ci giocheremo i "ricambi"all'asta, al rialzo su eBay?

Ricordo la tristezza di quando eliminarono la pellicola bianco e nero, e ci lasciarono soltanto il colore. Era cinque/sette anni fa. Ora, eppure la pagavamo cara, ci tolgono anche la carta.

Ci tolgono tutto... Ma insomma, cosa dobbiamo fare?

Personalmente, ho tre macchine Polaroid, tra cui una bellissima Spice Cam che acquistai per il gusto kitsch di chi si diverte col rosa. Funzionava benissimo! Faceva cose strepitose. Se poi rimestavi le immagini con l'accendino o anche soltanto una biro, una fiamma, un colore... potevano venire schifezze, per carità...ma ogni tanto te ne usciva una buona, di quelle belle belle che facevi vedere a tutti gli amici per un mese...

Sob. Sob. Sob. Non solo per noi stupidi giocherelloni innamorati delle Polaroid. Sob sob sob per tutti. Perché le Polaroid erano storia già prima che nascessimo.

Gente come Andrew Warhola ne ha fatto arte, esattamente come uno scatto su pellicola o un'opera su tela. Ci sono polaroid esposte al Guggenheim, di Warhol come di Basquiat e tanti altri artisti, che costano quanto interi palazzi della periferia londinese....

Penso ad un fotografo come Claudio Porcarelli, che nei suoi  fine settimana nel Viterbese non si staccava mai dall'oggetto e dalle sue preziosissime pellicole. Adesso che farà?

E che faremo noi, di tutti questi ricordi che non possiamo continuare ad imprimere, come ci piaceva a noi?

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08 febbraio 2008

8 ottobre 2001. La strage di Linate, raccontata a teatro

Lo so, non è bello ri-assistere a una tragedia. Ma in questo caso, è proprio il comitato che è nato dalla tragedia di quel maledetto giorno a Linate, che vi invita a teatro.

Accadrà - segnatevi la data sul post-it se potete, a Milano, dall'11 al 16 febbraio (ore 20.00) alla Fabbrica del Vapore di Via Procaccini, al 4 (per chi non la conoscesse, un bel posto da vedere, anche, in zona Monumentale)

Rivedrete l'incidente di Linate attraverso il teatro-civile, come viene chiamato in termini tecnici. O attraverso un racconto a metà tra l'onirico e il reale, in termini che direi io.

Nello spettacolo c'è la messa in opera di un aeroporto pionieristico in un immaginario paese dei balocchi, in cui s'innesta poi la ricostruzione documentaria - in  un secondo piano narrativo- della tragedia.

Ci sono stralci di  registrazioni, atti giudiziari, indagini giornalistiche, e poi ci sono elementi di fiaba. Come l'ambientazione della città di Bengodi di Rabelais. Che - guarda un pò - rimanda a personaggi, luoghi e situazioni utili a raccontare la dinamica dell'incidente...

Il testo è stato scritto da Giulio Cavalli e dal giornalista Fabrizio Tummolillo, e si avvale della partecipazione di alcuni famigliari delle vittime. Da vedere...

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06 febbraio 2008

La columba Livia, e il Pandino che ci salverà

E' divertente leggere delle notizie e ricamarci sopra. In questo caso, poi, quasi scontato. Provo a spiegare il perché, sperando che nessuno si offenda.

Il comune di Pandino  - non è un piccolo Panda, ma un simpatico paesello in provincia di Cremona - mi manda una e-mail  in cui mi invita alla conferenza stampa, all'interno del Castello Visconteo Pandino, che tratterà, pare a scopi risolutivi, l'annoso problema dei piccioni - in termine tecnico,  columba livia -.

Il come della storia tra il Pandino e la Livia, poi, è veppiù coinvolgente.

Pare verranno create, grazie ad un progetto che ha unito l'Università Bicocca, l'Università degli Studi di Milano, la società "La Sanitaria" di Gavardo -BS- , delle Torri Piccionaie decentrate per il controllo delle popolazioni infestanti della povera Livia, appunto.

Che forse sarà costretta a traslocare dai centri storici - o solo dal Pandino? - per recarsi insieme alle amiche in periferia. Dove, senza maschietti, ma con tante torri Liviesche, finalmente troverà una casa adatta alle sue esigenze. Chissà se si lamenterà, per la dequalificazione dal centro. O manifesterà -marciando su Roma - la propria insoddisfazione.

Che ne possiam sapere. Io con le Livie - le piccionesse cioè, non le amiche Livie - non ci sono mai andata un granché d'accordo. Ma perderle così di vista... insomma, quasi mi spiacerebbe. Caccole a parte, certo. Che quelle sì danno un pò noia..

Da quel di Pandino è tutto. Aspettiamo la conferenza del 12 febbraio per saperne di più. :-))

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03 febbraio 2008

Infibulazione: mutilazione del 2008, in Europa

Il nome è brutto, anche tradotto in italiano. Violento, come la pratica di cui mi parlò una ragazza incontrata nel Mali, e come un libro, che a breve uscirà per Garzanti Editore.

Si chiama Figlie del dolore, costa 9 Euro. L'autrice, Waris Dirie è nata in Somalia. Dopo aver subito bambina l'infibulazione, si è ribellata. È fuggita, si è trasferita a Londra ed è diventata una celebre modella.

Oggi ha due figli ed è portavoce ufficiale di Face to Face, la campagna internazionale dell’Onu contro le mutilazioni genitali femminili . Nel libro, insieme alla giornalista Corinna Millborn, parte in un'inchiesta sulla cosiddetta mgf in diversi paesi europei.

Waris e Corinna danno voce alle donne e alla loro testimonianza, e rendono conto anche del dibattito sulla legge per la prevenzione e il divieto della mgf, approvata in Italia nel dicembre 2005.

Il libro è la denuncia di una tortura che colpisce milioni di donne, ragazze e bambine. Anche intorno a noi.
L’appello è ovviamente che questa barbarie finisca al più presto. Ma come?

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01 febbraio 2008

Caos Calmo: e chi l'ha visto il film? C'era Nanni Moretti.

Stamane proiezione per giornalisti di Caos Calmo. Un pienone incredibile, addetti ai lavori ovunque sparsi per il cinema Apollo, a Milano, e io che mi sono persa i primi cinque minuti  - ritardo, mea culpa -.

Sala buia, scena iniziale del salvataggio in mare della Isabella Ferrari non vista, mi siedo di fianco ad uno dei sommi critici cinematografici Gianni Canova, e osservo lo schermo in silenzio. Vedo Nanni Moretti, Nanni Moretti, Nanni Moretti. Ascolto: Nanni Moretti, Nanni Moretti, Nanni Moretti.

Mi sembra uno di quegli strani casi in cui il regista del film, seppur bravissimo, non si sente. Un pò schiacciato, forse, dalla storia di Sandro Veronesi, e dalla presenza dell'attore Moretti, Antonello Grimaldi non si tira indietro nella sfida, ma non lascia un'impronta forte. L'impronta, semmai, ce la regalano la nuova canzone di Ivano Fossati, scritta per l'occasione. Titola "L'amore trasparente". E poi "Pyramid Song" dei Radiohead, "Cigarettes and chocolate milk" di Rufus Wainwright, e "Your ex-lover is dead" degli Stars.

Il resto, è una bella storia, ma soprattutto, sono personaggi che girano intorno a Moretti. Nel film, si chiama Pietro, e fa il manager televisivo, ma poco importa. La Golino, sorella della moglie deceduta. La Ferrari, femme fatale sempre e comunque, adesso per gli intellettuali anche, Silvio Orlando, da sempre attore-feticcio di Nanni, che da direttore del personale non riesce a trovare strategie sensate per una fusione aziendale in atto, Kasja che faceva le pubblicità e che adesso col suo bel viso accompagna il cane tutti i giorni nel piccolo parco pubblico davanti alla scuola della figlia, dove Nanni si è fermato, per elaborare il lutto. Tutto e tutti girano intorno al protagonista Nanni-Pietro e alla sua solitudine, e incapacità di evolvere dopo la scomparsa della compagna.

Nanni, invece, gira intorno alla figlia.

Questo, se vogliamo, è il lato più bello, più tenero e più vero del film e della storia. E anche quello più  toccante. Come ne "La stanza del figlio", assistiamo ad un importante momento di passaggio, e di ricerca di una nuova identità dopo la tragedia. Anche la scena di sesso di cui tutti i giornalisti hanno parlato è lì a spiegarla, questa tragedia. Perché è una scena cruda, cattiva,  molesta. Quanto la violenza che ci viene fatta quando perdiamo una persona che ci è cara. Altro che gossip.

Il film mi è piaciuto, insomma. Anche se da appassionata ma disincantata Morettiana, ripeto: c'è solo lui.

PS: Curiosità per gli appassionati di marketing e di product placement. Allego una foto che racconta come si finanziano i film oggi. Me l'hanno mandata dalla Bmw.

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30 gennaio 2008