Cristina Tagliabue -

Cinema

05 ottobre 2007

Help: oggetti futuri cercasi

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Come ci chiedevamo un pò tutti - a parte Valentino, riprendendo il post di Alessandro - avrei dovuto pensare ad un oggetto contemporaneo che avesse sufficiente significato per tutti noi, un pò come il "vintage anni Settanta". Beh, più ci penso, e più ritorno indietro. Anche se poi, in realtà, questo dvd dei Beatles è in uscita a novembre prossimo... Forse non siamo gli unici, che guardano indietro, insomma.

24 settembre 2007

Afterlife, caro amico...

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Non per lavoro, ma per piacere, ho fatto visita anche quest'anno al Festival ghezziano "Vento di Cinema", che aveva come tema l'Afterlife. Non ho seguito proprio tutta tutta tutta la programmazione, e tu lo sai e spero mi perdonerai. In compenso, caro Enrico, ti posso dire che ho pensato molto al tuo papà. Che non ho mai conosciuto. Ma che avendoti salutato, quest'anno, forse ti ha dato un motivo in più, per affrontare questo afterlife, nella vita, che tocca a tutti noi. Prima o poi.

Lo ammetto. Io, personalmente, non ero affatto pronta, a Procida, a questo Afterlife...

20 marzo 2007

Un giorno vorrei ascoltare

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Un giorno solo vorrei ascoltare
Per sapere il motivo per il quale Sircana non si è dimesso. Per capire se il sovrano Savoia che abbiamo scampato commercia ancora in videopocker. Per ascoltare come vengono persuasi certi giornalisti a fare degli articoli osannanti su questo o quel prodotto. Vorrei sentire un discorso di Fabrizio Corona, per imparare come si distinguono offese per scherzo e offese vere. Poi, vorrei ascoltare i direttori delle squadre di calcio, per sapere se ancora le partite sono pre-spartite. E vorrei ascoltare Berlusconi che parla con i suoi, e poi suoi di Berlusconi che parlano di lui in sua assenza.
Vorrei ascoltare i miei genitori che parlano di me, per sapere se si preoccupano per nulla. E soprattutto vorrei ascoltare i miei, per sapere se mi devo preoccupare io, per loro.

28 gennaio 2007

The science of sleep

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Se il film è discutibilmente brutto e la traduzione del titolo in italiano indiscutibilmente orrida (L'arte del sogno) è anche vero che il sito internet del film è il più bello che ho visto, finora, tra tutti i film usciti...

29 dicembre 2006

Ho sceso, pensando a te...

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le scale di Via Fonteiana 86. Le scale calpestate da Pierpaolo Pasolini negli anni Sessanta. Le scale della sua casa. Monteverde quasi Vecchio. Roma.

27 dicembre 2006

A lezione con Nikita Michalkov

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Le lezioni romane di Michalkov, ricordate ora, fanno un po' sorridere. Il maestro alla casa del cinema, di fronte a una folla di attori in attesa di consigli... Ma soprattutto, con la voglia di farsi notare, perché Nikita sta preparando un nuovo film...

15 dicembre 2006

Tra poco, in edicola, hanabi-me

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Speriamo meglio di questa fotografia... E' un saggiolinguaggio dal titolo Blobblog - (Hanabi) me, scritto insieme ad Enrico Ghezzi. In edicola, appunto, su Nòva24 Review. Aspettiamo sperimentazioni di commenti.

11 dicembre 2006

Relazioni ai titoli di coda

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Mi chiedo come si possa, dopo aver vissuto un film, congedarlo con un sms. Ho un'amica che è stata "salutata" così, alla fine di una relazione. Semplicemente becero. Ma come si fa? Mica abbiamo quattordici anni... A 35 non si dovrebbe essere un po' meglio?


06 dicembre 2006

Il cinema di Luca Guadagnino

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Ieri raccontato a Pavia, nell'ultima lezione di scrittura creativa. Credo che con la scena di Psycho della doccia sia davvero superfeticistica, proverò a fotografarla, credo.

15 ottobre 2006

Roman star system

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E dopo Venezia, non poteva mancare il "red carpet" di Roma. Credo, semplicemente più scarno di quanto visto a Venezia. Però però però, trattasi di festa popolare, e questo è bello, nonostante il casino (tanto) e le code (lunghe, anche per un tacos..)

08 ottobre 2006

Il regista di matrimoni, a casa

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A me Bellocchio piace... Ognuno ha i suoi difetti..

30 settembre 2006

Colasio, te-Soro di cinema

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Sul blog della Margherita si è acceso un dibattito intorno ai finanziamenti della legge del cinema prossima futura proposta dall'onorevole Colasio. Che a Venezia, durante il convegno organizzato da Il Sole 24 Ore con Rutelli, ho ascoltato con interesse e una certa ammirazione (finalmente una persona in gamba, che sa di quello di cui parla, e che sembra trasparente nelle sue scelte...).

Leggendo i commenti di Francesco Soro e la risposta dell'Onorevole, credo che ci sia stato un miSOROstanding tra i due.. E tuttavia, non posso esimermi, a questo punto, dal dire la mia sulla questione...

Stanotte mi sono letta le 44 pagine del DDL (già presentato, scopro, lo scorso aprile, e stranamente comprensibile..). Il tema dell'Agenzia per il Cinema, se succederà come promesso sulla carta, rischia di essere una buona idea (sperando che non subentrino poi i soliti amicismi...) e anche la proposta di inserire le videoclip musicali (non spot), i film di animazione, i format tv insieme ai classici film è un "sospiro di sollievo"....

Ulteriore sospiro di sollievo è capire che a pagare il cinema saranno (potrebbero essere) i VAS mobili e fissi (3,5% del fatturato di internet e cellulare streaming di contenuti) e Sky (al 5% sul fatturato). Perché lo sviluppo di Internet (contenuti) non dovrebbe pagare in parte il cinema, come fanno tutti gli altri media?

28 settembre 2006

Ghezzi, che catastrionfo

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Al Festival "Vento di Cinema" a Procida, lo scorso week end, si parlava di catastrofi. O di catastrionfi, come Enrico Ghezzi aveva titolato il suo festival. Nella foto, Werner Herzog parla con Enrico del suo ultimo lavoro, "La fata morgana". Che catastroficamente, è stato proiettato su una nave "Titanic" non affondata certo. Ma alla quale il vento (di cinema) ha squarciato il telo della proiezione... Quando si dice coincidenze...

17 settembre 2006

Il caimano è il maniaco!

Ho rivisto il Caimano di Nanni Moretti. Sono alla 5a visione, compreso oggi.

(foto con watermark ma non mia. non riesco a togliere il loghino..)
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Anagramma del CAIMANO è MANIACO. Ve n'eravate accorti? Nanni lo sa...

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08 settembre 2006

Il maestro e margherita

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Ovvero, Alain Resnais e Laura Morante, alla presentazione di Coeurs, un film che rischia parecchio di vincere, a Venezia. E il maestro, non è il diavolo...

05 settembre 2006

Carte da decifrare

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Il soffitto della sala conferenze stampa del Palazzo della Mostra è tutto un programma. Chiedo scusa per le troppe citazioni di Fossati. Venezia è anche i suoi segreti, e le sue carte da decifrare. Vive l'amour. I don't want to spleep alone. Solo altri titoli, dentro il cinema.

Intervista con il vampiro

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Povero Sergio Castellitto... Questo è un normale set di interviste qui al Festival di Venezia, quelle organizzate dagli uffici stampa. Orde di persone, una domanda ciascuno... Forse non dovremmo chiamarlo giornalismo, però. Vampirismo, forse.

22 agosto 2006

Agostino Ferrente, da Locarno

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Il suo film, L'Orchestra, che è anche un cd, racconta la storia dei musicanti stranieri di Piazza Vittorio, a Roma. Uscirà nelle sale a settembre, ed è stato applauditissimo... Qui, un po' stanchetto al ritorno dalla Svizzera, è insieme ad una vera wonder-woman, Gilda Morelli, che fa il tifo per lui da tanto tempo.

08 aprile 2006

Paolo Virzì è un regista, epperò...

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Suona la chitarra, canta, scrive e cucina benissimo, e poi disegna. Questa è una caricatura che mi fece quando lavoravo a Roma, in Tim. Credo di essere ancora memorizzata sul suo cellulare come CrisTim, in effetti. Siccome ho la sensazione che si aggiri anonimamente nei dintorni, allora eccoti qui, caro paoletto.

04 aprile 2006

Ozpetek legge Hikmet - Roma

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Da non perdere. A mio parere, sarà la serata più emozionante. A Roma, Chiesa di San Lorenzo in Lucina, ore 21.00

27 marzo 2006

Il caimano visto da Comolli

Pubblico questa notizia perché purtroppo i giornali non l'hanno ripresa, e invece merita una bella riflessione (magari ci si compra il libro?)
Jean Louis Comolli è un grande regista, ed è stato, tra l'altro, redattore capo dei mitici Cahier du Cinema

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COMOLLI, 'VEDERE E POTERE' PER CAPIRE ANCHE IL 'CAIMANO'
JEAN-LOUIS COMOLLI, VEDERE E POTERE (DONZELLI EDITORE, 306 PP., 24 EURO)

E' una fortuna che, in mezzo a un dibattito fatto soprattutto di tante chiacchiere di commentatori non di rado un po' improvvisati, la casualità delle uscite editoriali faccia capitare un libro denso e intelligente di un intellettuale non (solo) specialista che parlando di cinema parla anche di altro (tv e società, per esempio) e che nell' introduzione spiega il senso delle sue indagini in un modo che potrebbe essere molto utile ai commentatori sparsi del 'Caimano' di Nanni Moretti.
"In tempi di videoclip, videogiochi, spot, reality show, cosa dobbiamo fare del cinema?", si chiede Comolli ed è un po' come chiedersi - cosa che fa Moretti nel suo Caimano - perché gli Stati UNiti fanno film sui loro presidenti e noi non riusciamo a fare un film su Silvio Berlusconi? "Nell'ora delle
simulazioni, dei programmi, dei sondaggi, delle previsioni e precauzioni, a quale altro presente ci può aprire il cinema documentario? Davanti ai mille milioni di schermi televisivi accesi giorno e notte in tutto il mondo, come parlare, dire, sentire, come vedere, anche ciò che ci accade, come rappresentarlo senza aggiungere la vanità di un rumore al rumore della vanità?".
Non potrebbe esserci inizio più folgorante (scritto appositamente da Comolli per l' edizione italiana), per introdurre questa raccolta di scritti elaborati dal 1988 ad oggi da Comolli, nato in Algeria, già caporedattore dei celebri Cahiers du cinema, autore di film di finzione e poi di documentari, appassionato e studioso di jazz. La sua feconda trasversalità, come si usa dire oggi, è splendidamente testimoniata dai vertiginosi passaggi da Dziga Vertov al Grande fratello, da Kiarostami alla tv realtà e a quella 'spazzatura' fino al capitoo più utile per Moretti (e per i suoi spettatori: e alla figura dello spettatore, alla sua 'messa in scena' da parte del cinema, è dedicato un ulteriore capitolo): quello intitolato 'Filmare il nemico?'
Dove, prendendo spunto da film su nazisti e dittatori vari, Comolli, non solo ribadisce che al cinema l'importante è soprattutto il 'come' ("Come filmare il proprio nemico dunque? La questione del 'come', vera questione del cineasta"), ma spiega, per motivare la sua predilezione per il documentario:
"il nemico è più facile da affrontare, o da attaccare, in una fiction piuttosto che in un documentario" anche perché in un documentario "i corpi non si lasciano dirigere" dal regista. E, conclude, "le idee del nemico vincono in corporeità. E' lì che fa male". Finale simile a quello del Caimano, film rimasto incerto tra fiction e documentario. (ANSA).

16 marzo 2006

Ring e registi, il dado è tratto

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Ieri alla Casa del Cinema di Roma l'incontro "Vuoto di cinema"di è stato un "successone". Dalle 10 del mattino fino a quasi sera, un sacco di gente è accorsa al richiamo dei registi della Ring. Sul tavolo della discussione, moderata da Serafino Murri, hanno presenziato giornalisti, produttori, registi, scrittori, critici. Da Enrico Ghezzi a Emanuele Trevi, da Marco Mele ad Andrea Papini. Unico distributore in sala, Luciano Sovena, amministratore delegato dell'Istituto Luce. E abbiamo detto tutto.

E' passata anche Giovanna Melandri, che ha potuto ascoltare l'annuncio più interessante: la formazione della Federazione Autori Cinematografici, che riunirà una serie di associazioni già esistenti.

PS. Nella foto, due registi - Francesco Apolloni e un Marco Pozzi - "in ascolto"

13 marzo 2006

Tana De Zulueta ed Eugenio Finardi all'Università di Pavia

Citizen_B.jpgProiezione del famigerato "Citizen Berlusconi".
Commentano: Tana De Zulueta ed Eugenio Finardi
E io modero :-)
Location: Santa Maria Gualtieri - Pza Vittoria - Pavia
L'incontro è organizzato da Inchiostro, il giornale degli studenti dell'Università di Pavia
Ingresso gratuito
Ore 21.00

05 marzo 2006

Programma Polo: non c'è cultura

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Oggi ho trovato finalmente online il programma del Polo delle Libertà. E' un pdf che si può scaricare dal sito di Forza Italia.
Ebbene, la cultura non è citata nei dieci capitoli programmatici. Il resto del programma, vale comunque la pena darci un'occhiata :-))

Visto che avevo letto tutte le 280 pagine dell'Unione e, sul capitolo cultura, stavo aspettando il Polo per fare i dovuti paragoni, ahimé credo il progetto sia naufragato sul nascere...

Anche questa, è storia...

PS: Stasera sono andata al Verme (Milano) per vedere il film di Enrico Deaglio. Entrata gratuita e Dario Fo per l'evento. Beh, una bella delusione il film (non si capisce, alla fine, dove voglia andare a parare), e anche un po' il pubblico. Pochi giovani, e di quelli con ancora l'eskimo. La maggior parte dai quaranta in sù. La popolazione degli intellettuali non è riuscita neanche stavolta a catturare i ragazzi? Sono sicura che non sono tutti a casa a guardare il Grande Fratello...

PPS: Una scena, però, vale la pena di vedere, di questo dvd. L'intervento di Berlusconi a Strasburgo, quando diede del Kapò al parlamentare tedesco. Satira allo stato puro.

03 marzo 2006

Istituzioni, aiuto! (??)

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Dopo i giovani registi italiani, che hanno creato la Ring per denunciare "lo stato di crisi" del cinema, il 1 marzo a Sanremo anche la PMI (l'Associazione Produttori Musicali Indipendenti) ha scritto un comunicato in cui invita le Istituzioni (cosa sono, esattamente, le Istituzioni?) a:

· Introdurre quote obbligatorie di Musica di Produzione Italiana nella programmazione Radio-Televisiva;
· Sostenere lo sviluppo della distribuzione digitale della musica italiana e la digitalizzazione dei repertori attraverso detrazioni fiscali ed altri incentivi per chi investe in nuove tecnologie;
· Sostenere con un apposito Dipartimento Governativo la Promozione della Musica Italiana nel Mondo;
· Riconoscere alla Produzione Italiana lo stesso Statuto di Impresa Culturale giustamente riconosciuto al Cinema e all?Editoria;
· Introdurre la Musica di Produzione Italiana (ed Europea) nei Programmi di Incentivazione e Sostegno della Unione Europea

Un'osservazione: credo che la musica meriti uguale attenzione del cinema. Al contrario del mondo della pellicola, però, la discografia non ha mai avuto incentivi statali/governativi di sorta. Quindi credo sia necessario un ragionamento più "globale" sul tema artistico da parte di Governo, Programmi di Governo, Coalizioni di Governo, Ministero della Cultura, Sottosegretariati e società varie (decine) collegate al ministero della Cultura. Che metta sotto un unico cappello la "questione artistica": arte, cinema, musica, letteratura (perché no?).

Nel Programma di Governo dell'Unione, come ho scritto settimana scorsa, c'è ben poco di tutto ciò. Ma c'è una buona dichiarazione d'intenti. Aspettiamo di approfondire i famosi "dieci punti" del programma del Polo delle Libertà.

E poi: siamo sicuri che il mercato artistico, per risollevarsi, abbia bisogno "soltanto" di azioni di Governo?
Buona giornata...

15 febbraio 2006

Wenders ricorda Kieslowsky

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Sarebbe stata "Inferno, Purgatorio e Paradiso" la prossima trilogia di Kieslowsky.
GlielŽha raccontato - al suo amico Wim Wenders - dieci giorni prima della sua morte. E Wenders, oggi, lŽha raccontato a noi. Un centinaio di persone riunite nellŽauditorium della Casa della Cultura di Berlino.
Sono quegli incontri che non si dimenticano...
Perché cŽè ancora gente, in Europa, che si riunisce per parlare di cultura ai massimi livelli, come succede qui a Berlino. CŽè gente come Wenders che prende un volo da Ny e senza volere un soldo viene a parlare a degli studenti (anche loro non hanno pagato nulla per partecipare) del suo amico Krzysztof. E cŽè ancora gente che si commuove, a guardare i colori della pellicola (o del digitale).
Qui poco importano le chiacchiere e le conferenze stampa delle star. "Sono i ricordi e le emozioni le cose vere da preservare" come dice lo stesso Wenders.
E a proposito di ricordi, ci ha lasciato con una chicca niente male, il regista di Paris Texas. Una toilette, un giorno, diventò il centro del mondo cinematografico europeo. Una toilette di Berlino dove Marcello Mastroianni fumava, Kieslowsky si lavava le mani e... Wenders, beh Wenders lo possiamo immaginare... Si fermarono per un paio dŽore, laŽ dentro, a chiacchierare... E noi rimarremo sempre con il dubbio di: chissaŽcosa si sono detti. PercheŽ di questo, Wenders, non ha voluto parlare.
Nova100