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Le religiose forme della leggerezza: Li Chen

Soul_guardians
Li Chen è nato nel 1963 a Taiwan. Artista capace di fondere con maestria tradizioni buddiste/taoiste al contemporaneo, ha esplorato i confini della religione e creato opere che sposano estetica, e filosofia orientale.

La sua ricerca parte dall'osservazione della condizione umana, dalla verità di sentimenti comuni come il dolore e della gioia. Li Chen li osserva e ritrae con l’innocenza di un bambino. Le sue opere guardano alle dolcezze ed alle rotondità: mai agli spigoli. Quasi infantili ed indolori, e al tempo stesso toccanti.

La sofferenza nel suo panorama iconografico non c'è: a suo parere la vita non dovrebbe essere perdita, ma accoglienza. "Quando la polvere dei rimpianti si accumula silenziosa agli angoli del nostro animo – dice – è inutile pensare a ciò che ci manca. Togliere, invece che aggiungere, è l'alienazione che è in noi. L'impossibilità di vedere l'esistente, e la facoltà che l'essere umano si arroga nel lamentare un'assenza". 

La presenza, invece, è la vera dimensione filosofica ed artistica di Li Chen. Una presenza soffice e al tempo stesso importante.  

Il suo lavoro è quasi terapia artistica spirituale. Per se stesso, e per il mondo, che più volte l'ha apprezzato e premiato: le sue opere svelano i semplici piaceri della vita, rinnovando uno spazio spirituale che è fuori e dentro le sue sculture che a tutti vien voglia di accarezzare. 

Artista ironico nei confronti dell'immanente, Li Chen gioca con il vuoto e il pieno, la leggerezza e l'invitabilità della presenza nella speranza di condividere un momento di pensiero con chi osserva le sue opere.

Artist_Li_Chen

 

Le sue sculture sono spirituali: evocano l'abilità rara di un tessitore. Mima la forma di un palloncino negli interni, suggerisce forza alle sue superfici utilizzando particolari tecniche di lavorazione di smalto a inchiostro, uniti a foglie dorate e argentate.

Quel che riesce a creare Li Chen è magia: un contrasto miracoloso tra forza e leggerezza, pesantezza e  lievità. A corollario di tutto ciò, la costruzione lingnea che è scheletro e con la quale costruisce le opere al suo interno è vuota. Ed è proprio nella descrizione di questo vuoto che l'arte di Li Chen sa raccontare più di altri.

E' uno specchio dell'interiorità del mondo. Che contiene e che abbraccia tutti, ed al tempo stesso ci mette a cospetto dei nostri abissi. 

Fino a domenica sera, lo potrete conoscere anche a Milano. Presso Moreschi, in Piazza San Babila.