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Profumo di signorina

Esiste in letteratura, dalla più alta e filosofica al fresco romanzo estivo la figura della cosiddetta signorina, un fil rouge che lega un momento dell'età femminile tanto singolare e stimolante per chi racconta da aver concepito, negli ultimi due secoli, tante storie intrise di questo profumo.

Signorina: quel passaggio breve ma intenso tra l'essere adolescente e l'essere matura, una differenza alla stregua di una studentessa e di una donna al primo impiego. La signorina evoca un caleidoscopio ricco di immagini: dai merletti della “Emma” di Jane Austen, alla sensibilità acuta della Simone De Beauvoir di “Memorie di una ragazza per bene”.

La signorina insomma è colei che se ne sta tesa, come una funambola, tra la scelta di un buon partito e la libertà della giovinezza. E signorina fu la specialissima attrice di casa nostra Franca Valeri, che portò la figura della giovincella snob e meneghina sul grande schermo. Franca ama definirsi tutt'oggi ancora così (dite che signorine lo si è un po' per sempre?). Un libro-dialogo a due voci, con l'anti signorina per eccellenza Luciana Littizzetto, una zitella lolita esilarante e un po' sboccata. Il libro lo conoscete tutti. Le due bisticciano amorevolmente, in uno scambio continuo di racconti, ed epoche: il primo fidanzatino “con i capelli al nero di seppia” di Luciana incontra i racconti in bianco e nero della Valeri, che con le amiche di gioventù fantasticava sull'uomo perfetto (“direi che è questo era il principe azzurro degli anni Trenta: un immaginario signore in grigio”).

Pare in certi passaggi di vederle, magari sedute in un bar del centro davanti ad un the pomeridiano, a chiedersi quale sia il manicaretto ordinario della giovane sposa in cucina o la miglior dichiarazione d'amore (e tra la lettera e la serenata parrebbe vincere il telefono!). Il dialogo tra le nostre due signorine scorre rapido e lieve anche grazie al cambio di registro che le autrici offrono, Franca Valeri garbatamente saggia e Luciana Littizzetto pepatamente pop.

Un libro piacevole che, anche se in libreria da Natale, vale la pena di esser messo in borsa mentre raggiungete le vacanze in treno o mentre vi domanderete, sotto l'ombrellone di una qualche battigia, dove sia finito il racconto della vostra signorina. Quella che siete state, quella che avete dimenticato di essere (o semplicemente quella che avete conosciuto). 

 

(“L'educazione delle fanciulle – Dialogo tra due signorine perbene”, L. Littizzetto, F. Valeri - Einaudi)