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Noi, siamo il nostro cervello (?)

In tempi di grande interesse e ricerca empirica nel campo delle neuroscienze l'olandese Dick Swaab irrompe nelle librerie con il saggio Noi siamo il nostro cervello (Eliott Edizioni, 22 Euro). Un testo squisitamente pop nonostante la sue incontestabile natura scientifica (l'autore è uno dei più grandi ricercatori in materia di sistema nervoso). Sentimenti ed emotività trovano una spiegazione razionale e biologica: scopriamo perchè il nostro cervello ci invia sensazioni piacevoli all'ascolto di una certa canzone che passa alla radio, o perchè le lacrime non trovano mai sufficiente sfogo di fronte a quel vecchio film in bianco e nero.

Swaab è un pioniere: negli anni 90' portò non privo di coraggio alla luce della pubblica opinione la sua ricerca sulla differenza riscontrabile a livello di ipotalamo tra eterosessuali ed omosessuali (ricerca che causò indignazione e proteste nella comunità gay, ma che oggi trova invece le basi scientifiche e veritiere del fatto che omosessuali si nasce, in antitesi alle sconcertanti correnti di pensiero pseudo-religiose per le quali l'omosessualità è una patologia). Nel libro l'ormai vecchio Swaab si diverte a giocare con il suo universo di conoscenza medica per porci quesiti quanto mai attuali: la religione è davvero l'oppio dei popoli?L'autore da risposte intelligentemente velate da racconti di reparto pur di mettere il lettore nella posizione di porsi dei quesiti, di chiedersi perchè.

Da leggere con attenzione è il capitolo dedicato al libero arbitrio: secondo Swaab l'inconsapevole e perfetta macchina cerebrale basta a sé stessa, la filosofia ci porterebbe spesso a “complicarci la vita” (certo che i vecchi dettami dello Stoicismo in salsa “tieni duro e non mollare” paiono insostituibili in quelle giornate in cui le ventiquattro ore non ci bastano a far tutto!).

Inaspettatamente ironica è la descrizione che l'autore ci fa della differenziazione sessuale “di tutti i giorni”: se donne lo siamo sin dal primo giorno in cui veniamo alla luce, vero è secondo Swaab che siamo cerebralmente portate ad essere creativecooperative (ragazze, è la biologia a porre il sigillo): un esperimento condotto da Swaab e dal figlio dimostrerebbe come nel contesto di un accordo economico avere colleghe e partner professionali di sesso femminile sia tremendamente utile; il contatto visivo femminile crea a livello psicologico rapporto ed unione, mentre quello maschile gerarchia e divisione. Grandi investitori ed economisti avvisati…