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Il palazzo della Cultura è costruito con lo sterco di cane

Claire Fontaine è un collettivo artistico che ama utilizzare le situazioni e i momenti in cui si trova a intervenire, per esprimere un commento o far sorgere un problema in rapporto con l’uso o l’abuso di potere. Claire Fontaine, dunque, pensa che ciò che comunemente si chiama “critica istituzionale” designi un campo d’azione e di contestazione ormai sorpassato dall’orrore dei fatti e, anche se continua a perpetrare le forme di questo tipo di critica, la spinge verso i suoi limiti in modo desacralizzante.

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Cosi’, sulla facciata di un’immobile residenziale in Campo Santo Stefano, luogo di gran passaggio turistico nel cuore di Venezia, l’artista installerà un’insegna al neon il cui contenuto è la frase di Bertolt Brecht - molte volte citata anche da Theodor W. Adorno, ma la cui fonte rimane misteriosa - "Kultur ist ein Palast, der aus Hundescheiße gebaut ist” (Il palazzo della cultura è costruito con lo sterco di cane).


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In diretto dialogo con l’evento della Biennale di Architettura di Venezia, dal 27 agosto prossimo Claire Fontaine si interroga, attraverso le parole di Brecht, sulle implicazioni e sul costo del ‘costruire’ oggi, sostenendo che “La cultura e la creazione di forme, se emancipate dall’esperienza diretta delle persone che dovrebbero abitarle e mantenerle vive, diventano solo gesticolazioni arroganti e gratuite”.


Anche io, me lo domando. Oggi.

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