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Spunti per la preparazione di un libro già pubblicato: _1_le donne sexy sono “veri” oggetti

Credo di far cosa gradita pubblicando – non so se lo vogliamo chiamare così – il backstage del libro che ho pubblicato quest'anno, che è anche il mio primo libro, e di cui tutti ne avete magari fin sopra ai capelli.

Se ne avete fin sopraicapelli, appunto, lasciate perdere, qui in questi giorni non troverete nulla di interessante.

Se vi piace il tema, invece, ecco qui si seguito degli articoli e delle ricerche che mi hanno portato a credere fosse necessario fare un'inchiesta come questa, e gli articoli che più mi hanno colpita, in questi ultimi tempi.

Iniziamo con una bella Reuters…. che spiega come gli uomini in preda a foto sexy spengano la parte di cervello che ci fa leggere, noi donne, o anche noi persone in generale, come oggetti.

Le foto sexy fanno diventare le donne davvero «oggetti» nella mente maschile

«Spente» le zone del cervello fondamentali per le relazioni umane. La visione di immagini provocanti attiva le stesse aree cerebrali usate per maneggiare gli utensili

 (Reuters)

L'enorme utilizzo di immagini femminili da parte di pubblicità e media sembra avere un effetto negativo inconscio sul modo in cui gli uomini percepiscono le donne. Non si tratta di un'ipotesi un po' moralista, bensì dell'indicazione di uno studio presentato al più importante congresso scientifico del mondo, quello dell'American Academy of Advancement in Science, in corso a Chicago e condotto da Susan Fiske, psicologa della Princeton University in New Jersey,

AREE ATTIVATE – Secondo i dati raccolti, dopo la visione di queste foto si attivano intensamente le aree cerebrali normalmente «accese» prima di maneggiare utensili da lavoro come martello e cacciavite; allo stesso tempo foto di donne sexy hanno il potere di spegnere nel cervello maschile i centri neurali dell'empatia, ovvero quei circuiti deputati ad interagire con gli altri e a comprenderne le emozioni. Le foto di donne sexy, quindi, alterano la percezione maschile della donna «come se i maschi pensassero di agire direttamente su quei corpi femminili» come se le donne «non fossero completamente esseri umani».

«ABOLITA» L'EMPATIA – «L'unica altra volta in cui abbiamo visto accadere tutto questo è quando le persone guardano immagini di barboni o drogati, perchè davvero non si vuole pensare a quello che sta accadendo a questa gente», spiega la Fiske. Insomma, nell'esperimento si vede che le fanciulle discinte spingono l'uomo a considerare davvero la donna un oggetto. «Non sto inneggiando alla censura – ha dichiarato la Fiske al quotidiano britannico – ma dico solo che le persone devono conoscere che tipo di associazioni» scattano nella mente della gente.

 

LA RICERCA

Donna in bikini, uomo in tilt il cervello vede solo un oggetto

Studio di psicologi Usa. Si attivano aree tipiche della visione di cose, quali una casa, una macchina. Empatia disattivata

di LUIGI BIGNAMI

<b>Donna in bikini, uomo in tilt<br/>il cervello vede solo un oggetto</b>

 Susan Fiske, autrice della ricerca

BASTA un bikini e la donna diventa una "cosa". Lo slogan della donna "oggetto" trova una sorta di fondamento scientifico in una ricerca condotta da psicologi dell'Università di Princeton (Usa). Lo studio, condotto sugli studenti dell'Università, dimostrerebbe come le donne ritratte in bikini o in atteggiamenti a sfondo sessuale finiscano per farle apparire realmente agli uomini come "oggetti".

La ricerca è stata condotta realizzando una serie di risonanze magnetiche al cervello degli uomini scelti come volontari, nel momento in cui venivano loro sottoposte immagini di donne vestite in abiti succinti. Le parti del cervello che entravano in attività erano quelle generalmente associate alla corteccia premotoria, che si attiva quando si ha la visione di oggetti, quali una casa, una macchina e così via.

La stessa ricerca ha permesso di dimostrare che i primi verbi che passano per la testa agli uomini quando osservano immagini di donne in bikini sono del genere: "Afferrare, maneggiare, spingere", dice Susan Fiske, responsabile della ricerca che è stata annunciata a Chicago durante l'annuale incontro di scienziati dell'American Association for the Advancement of Science.

Secondo la ricercatrice, è ancora più "scioccante" il fatto che alcuni uomini durante la visione delle fotografie non mostrino in alcun modo attività cerebrale nelle aree del cervello che generalmente rispondono quando si ha interazione con delle persone, anche se viste in fotografia. Risultano del tutto disattivate le aree del cervello che possiedono un ruolo nell'empatia, nella capacità di comprendere emozioni e desideri delle altre persone.

 Spiega Fiske: "Ciò significa che questi uomini quando osservano donne in abiti o in atteggiamenti a sfondo sessuale subiscono cambiamenti nell'attività cerebrale e possono modificare il modo con cui percepiscono la figura femminile, considerandola non più come una persona con cui relazionarsi, ma come un oggetto sul quale agire, con conseguenze che tutti possono vedere nella quotidianità sia in ambito lavorativo che in altre situazioni".

 L'effetto della visione di una donna in bikini è così forte che per molti uomini lascia un ricordo anche se viene fatta loro vedere una fotografia tra decine di altre per soli due decimi di secondo.

Uno studio del comportamento del cervello femminile nel momento in cui alle donne viene mostrato un uomo in slip non è stato realizzato, ma, secondo la ricercatrice, conoscendo la complessità dei pensieri femminili, sarebbe assai difficile per loro "disumanizzare" a tal punto una persona. Secondo Fiske infatti, di solito le donne reagiscono emotivamente alla figura di un uomo "cercando di interpretare i loro pensieri, cercando di capire in cosa sono interessati e cercando di piacere a loro".

 (17 febbraio 2009)