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Cina 1961: reggiseni di gomma e piedi bendati

Mi sono permessa di stralciare due pagine dal primo libro di Oriana Fallaci, che titola Il sesso inutile ed è una bellissima inchiesta in giro per il mondo, a raccontare le donne e lo stato delle donne, da Honululu a New York, lungo tutta la circonferenza della terra, nel 1961…

Purtroppo, troppo poco è cambiato, nonostante il '68 etc etc etc… e il capitolo dedicato alla Cina, in particolare, parla di liturgie sacrificali molto simili a quelle della società contemporanea e della chirurgia plastica, (nel mio libro, Patty si sottopone ad un supplizio simile, ma con un'operazione in Svizzera). O comunque, stiamo parlando di modelli di bellezza e di criteri di giudizio di casta, e o maschili, che sacrificano il corpo in modo credo imperdonabile.

"Ai miei tempi dovevamo avere i piedi più corti possibile, non più di nove centimetri. I miei però sono più lunghi perché non li fascio da quarant'anni. Si cominciava a fasciarli a cinque anni e si usavano strisce di cotone, larghe un centimetro e mezzo e lunghe due metri. Si cominciava presto perché a quell'età le ossa sono tenere. Si fasciavano tutte le dita fuorché il dito grosso e si stringeva; ogni giorno più forte finché le ossa non si rompevano e le dita si piegavano facili sotto la pianta del piede. Finché le ossa non si erano rinsaldate, bisognava stare a letto e si sentiva un gran male. Una notte soffrivo tanto che mi tolsi le fasce ma mia madre mi picchiò e allora non osai più. Mia madre diceva che le ragazze coi piedi grossi non trovano marito e solo le contadine o le serve avevano i piedi grossi. Infatti un uomo di classe superiore che voleva sposare una donna di classe superiore chiedeva: Quanto sono corti i tuoi piedi? Se non erano abbastanza corti, egli poteva annullare le nozze. Insomma per quindici anni non mi fu mai permesso di sfaciare i miei piedi che altrimenti ricominciavano a crescere e così solo il mio corpo cresceva mentre i piedi diventavano sempre più piccoli e mia madre doveva comprarmi scarpe sempre più piccole o infilare il cotone nelle scarpe vecchie".

"C'è un detto in Cina: un secchio di lacrime per un paio di piedi fasciati. Però io di secchi ne ho riempiti più d'uno perché mia madre mi fasciava anche il seno. Per essere belle, non dovevamo avere le curve. Il seno doveva essere piatto, invisibile. Anche qui si sentiva un gran male"

Rise, chioccia, per il modo in cui seguivo il racconto. E batté le mani, contenta di avermi stupito. "Ora è tutto diverso e le ragazze fanno le prepotenti coi maschi. Ma ai miei tempi nessuna disgrazia poteva esser più grave di nascer donna. Quando nasceva una femmina la famiglia era in LUTTO e la femmina doveva imparare subito l'ubbedienza a padre e fratelli. Quando la femmina si sposava, doveva imparare l'ubbedienza al marito e alla suocera….".

[….]

Io guardavo i reggiseni di gomma, poi pensavo a Hsiu Ying, e mi sembrava impossibile che fossero figlie delle donne descritte dalla vecchia signora coi piedi fasciati. Il loro mondo non aveva più alcun legame col suo, era un mondo ignaro di secchi di lacrime. (NON E' VERO ARGHH, alle bende si sono sostotuite altre cose, ndr di Cristina) Sapevo, ad esempio, che le ragazze dal seno aggressivo ridevano al racconto delle nonne costrette a comprimersi il seno fino a renderlo piatto: il fabbricante di reggipetti di gomma aveva fatto una vera fortuna a Hong Kong. I reggipetti più commerciali erano tuttavia quelli che si gonfiano con la cannuccia e la moda stava ora spostandosi verso Pechino.

NOTABENE della sottoscritta Cristina: oggi, dopo quasi 50 anni dall'inchiesta della Fallaci, stanno invece facendo fortuna i fabbricanti di protesi. Al fuori si sosituisce il dentro la pelle, il sotto la pelle. Chissà tra 50 anni ancora come sarà…