NOVA
in

Non chiederci la parola -

« Lise Sarfati e Bettina Rheims | Principale | Stroppicciamoci »

02 ottobre 2008

Being Nick Hornby, e tirarsela anche un pò

La scorsa domenica ho incontrato Nick Hornby, per strada alle nove di mattina, e mi ha detto "ccciao!!!" senza che io l'avessi riconosciuto. Ho pensato che fosse un pazzo inglese un pò ubriaco dalla sera prima..
Lo so, credo lo amiate tutti. E anche io, non vi preoccupate. Solo che il personaggio è singolare, e meritava un approfondimento... Ecco qui di seguito l'articolo che oggi è uscito su Nòva24.

C’è una signora italiana che mi ha detto: “Lei ha proprio la faccia da Facebook”, risponde Nick Hornby ad una scrittrice che gli domanda del suo rapporto con le tecnologie. “Personalmente – continua lo scrittore inglese forse più conosciuto al mondo – non ho alcuna intenzione di iscrivermici, né di occuparmi di internet. Per fortuna ho avuto successo nel ’92, quando ancora questo mondo era agli albori, e visto che non ho necessità di farmi conoscere, sto ben lontano dai blog…. “ Pausa. “Le dirò di più – continua Nick con un volto a metà tra l’addormentato e il sornione -  A me questo mondo virtuale fa un po’ paura. Mi farebbe paura cominciare a scrivere su internet…”.

Sono le dieci e trenta di una domenica mattina, a Matera, e in isolato ex convento in cima alla città dei Sassi una cinquantina di ragazze di tutte le età, ascoltano il “best seller author” Hornby (per chi non l’avesse letto, basta citare tre libri da cui sono stati tratti film di successo: Febbre a 90, Alta Fedeltà, About a Boy con Hugh Grant) dare lezione. Si dovrebbe parlare di “Writing a Young Adult Novel”, e invece succede che si parla di lui. Che è così difficile incontrare, e che così poco di sovente capita in Italia, in un parterre in cui toccarlo, farci una foto insieme, chiacchierarci liberamente non solo è possibile, ma sembra quasi gli faccia piacere…

E allora ecco fioccare le domande delle “ragazze” di Nick: sei uno scrittore disciplinato? Ti piacciono gli autori di libri per ragazzi? Quali sono i tuoi autori inglesi preferiti? Dove lavori? Scrivi prima la sinossi del libro oppure ci entri direttamente, nella trama? Quali sono le tue paure? Chi scrive vive di meno?
Hornby, che non è più un ragazzo (è nato il 17 aprile del ’57) e di capelli non ne ha mai avuti un granché, strofina la mano sulla sua giacca nera su pantalone nero su maglietta nera su scarpe nere, incrocia le gambe, ticchetta con il ginocchio e poi, ogni volta, riprende la parola. “La struttura del libro viaggia in una mail di poche righe. Un incipit accattivante per l’editore, due frasi che diano l’idea del senso del libro, e la descrizione di qualche personaggio. Questo ho in testa quando scrivo, ma niente di più. La storia non è scritta né preconfezionata: accade mentre procedo nella stesura, ed è lì che non posso fermare il procedere delle vicende. Prima di scrivere, però, ho ben in testa i personaggi: chi sono, come si comportano, come si muovono… Non so se uno di loro morirà, o da dove vengono o cosa faranno, ma conosco il loro aspetto, e le loro risposte alle emozioni… Lo so, tutto questo è esattamente il contrario di quanto viene insegnato all’interno dei corsi di scrittura creativa – corsi nei quali, peraltro, non ho alcuna fiducia – ma è così… Sono in controtendenza, certo, lo so, ma non me ne vergono… In famiglia siamo in tanti a scrivere, e mio cognato, che a sua volta è uno scrittore di successo, è il mio esatto opposto… Quando il The Guardian, che lo scorso anno ha inaugurato una serie di articoli dal titolo “Come scrivere”, ha pubblicato un suo articolo, l’ho letto con attenzione. Mio cognato scriveva che soltanto un criminale inizierebbe un romanzo senza conoscerne la fine. Ebbene, ho chiamato mio cognato e gli ho detto, in tutta trasparenza: guarda che allora il pazzo ce l’hai in famiglia, perché io non so assolutamente come si fa, a progettare un libro.. Semplicemente, io so come arrivare in fondo, nella scrittura di un libro. E già mi sembra una grande qualità..”. Ride.

L’autore di “Non buttiamoci giù” è un personaggio dei suoi libri. Egoriferito fino a un certo punto, racconta che scrive nel suo studio, in un quartiere a nord di Londra, che è dieci minuti da casa. Ci arriva a piedi, la mattina, e ci sta dalle dieci fino alle sei. Troppo baccano in casa, coi figli, e invece più concentrazione in un posto soltanto suo, dedicato alla scrittura: “Se avessi la televisione a studio sarebbe la fine, ma adesso anche con internet ci si distrae bene… Stare otto ore davanti al computer non significa mica lavorare: ci sono così tante belle cose da vedere, che alla fine mi perdo sempre in stupidaggini. In teoria, dovrei lavorare dal lunedì al venerdì. Ma poi succede che il lunedì, sei appena tornato dal fine settimana, e fai fatica a riprendere il ritmo. Il martedì è già meglio, ma insomma, il telefono, la promozione del libro precedente… non è mica semplice. Mi sono dato la regola che 1000 parole al giorno ce la potrei fare, a scriverle. Ma poi, se si fanno bene i conti, se ogni giorno stessi a quei ritmi pubblicherei due libri all’anno… e invece ne faccio uno ogni due anni… Non so, io scrivo quando voglio, ma soprattutto, scrivo quando mi piace”.

Tra una questione e l’altra si scoprono anche aneddoti divertenti. Per esempio, che il successo planetario di Horby, Alta Fedeltà, gli era stato bocciato “dalla mia prima agente molto chic. Decise di puntare su Febbre a 90 perché si capiva bene l’argomento, il calcio, mentre l’altro, che era già pronto… boh, non le era ben chiaro il tema”. Oppure che “la prima cosa che scrissi fu una novella, pagatami 25 dollari e mai pubblicata.. Poi cominciai a fare recensioni di musica, e mi piacque moltissimo”.

Finita la conferenza, le donne gli si ri-accalcano addosso. Tutte, preparatissime, hanno divorato i suoi libri, e tutte dunque lo sanno che le donne descritte da Horby sono un po’ dei cliché…
Eppure nessuna gli chiede il perché. E la domanda, giornalista colpevole, rimane, sepolta, coi Sassi.

CATEGORIE: Prima pagina

tags: , , , ,

> CONDIVIDI
  OKNOtizie   Wikio   Facebook   LinkedIn   Del.icio.us   Digg   Technorati   Yahoo  
Condividi le notizie più importanti
Tutte le icone rimandano a servizi web, esterni al sito ILSOLE24ORE.COM, che consentono di organizzare online le proprie informazioni e condividerle con la propria community di riferimento. Attraverso questi strumenti è possibile classificare, taggare, votare, commentare o salvare tutti i contenuti online che preferisci.
I servizi da noi scelti:
OKNOtizie OKNOtizie

OKNOtizie è un sistema di editoria sociale in cui gli utenti possono proporre e votare le notizie più interessanti del web.

Wikio Wikio

Wikio è un motore di ricerca news gestito dagli utenti che tramite i loro voti generano delle classifiche.

Del.icio.us Del.icio.us

Servizio di social bookmarking che consente di aggregare elenchi di bookmark creati dagli utenti classificandoli con un sistema di tag.

Digg Digg

Sito web di aggregazione e condivisione delle notizie, dai siti editoriali e dai blog, sulla base delle segnalazioni e del gradimento tra gli utenti.

Facebook Facebook

Facebook è un social network che permette di entrare in contatto con amici, colleghi, compagni di scuola e di condividere con loro foto, video e notizie.

LinkedIn LinkedIn

LinkedIn è un servizio di social networking utilizzato soprattutto in ambito professionale.

Technorati Technorati

Motore di ricerca del mondo dei blog.

Yahoo Yahoo

Pagina personale del portale Yahoo!. Si possono conservare i propri bookmark per averli sempre disponibili nella propria pagina.

Vuoi segnalarci altri servizi simili? Scrivici

TrackBack

URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d8341c684553ef0105351ae724970c

Listed below are links to weblogs that reference Being Nick Hornby, e tirarsela anche un pò:

Commenti

Ci sono molti autori italiani che se la tirano molto di più e a differenza di Hornby non rispondono alle domande ,non autografano i libri e fanno di tutto per non salutare.Io c'er0 e ringrazio tutte le donne del festival per la perfetta organizzazione.

Mi accodo al commento precedente, ho avuto la fortuna di incontrare nick Hornby a Mantova e posso confermare che autori italiani con appena un briciolo del suo talento se la tirano assai di più.
Hornby al Women Fiction Festival.. .e io che lo ritenevo del punto di vista maschile "per definizione" dell'editoria mondiale. Nei primi due lavoro c'è tutto quando un uomo medio possa vivere e sognare di poter vivere. Le donne, poverine, sempre stereotipate e quasi sempre buone solo a far accrescere l'autostima maschile.
Poi Nick ha cercato di cambiare e s'è annacquato... spero di incontrarti e dirti "ccciao!!" a Ferrara!

Emanuele Vicentini

Scrivi un commento

Se hai un account TypeKey o TypePad puoi registrarti

RICERCA NEL BLOG