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Incidenti inbicicletta

Stavo andando a pranzo da un amico, in Corso di Porta Ticinese. Stavo attraversando la strada, in Via Cesare Correnti. Stavo sulla mia bicicletta Bianca, che spesso si muove nel centro di Milano, insieme ad altre, per fortuna sempre più. Stavo attraversando la strada, di fronte alla Pizzeria Naturale. Ho guardato a sinistra, un motorino lontano. Ho guardato a destra, un'auto all'orizzonte appena. Ho messo il piede sul pedale, ed ho fatto forza per partire. Ma in un secondo mi son ritrovata per terra, sopra il motorino, con un ragazzo che mi insultava per non aver guardato bene. Ho preso in mano la bicicletta Bianca, illesa, e l'ho appoggiata di fronte alla Gelateria Igloo che non fa mai gli scontrini. Ho chiesto al titolare del ghiaccio, da mettermi sulla mano gonfia, e sono rimontata sulla sella. Ho continuato a pedalare. Mi è sembrato l'unico modo per andare avanti, invece che farsi ammazzare, da questa giungla quotidiana.

Commenti

Mi dispiace per il tuo incidente. Anche io vado in bicicletta a Milano e devo dire che per la paura di essere investito cammino spesso sul marciapiedi, un po' incivilmente ma ne va della mia vita.

Milano è tutto fuorché una città bike-friendly, data la pressoché totale assenza di piste ciclabili e percorsi urbani per ciclisti, e di questo me ne rammarico. Quando comincerà il bike sharing spero che le cose migliorino anche per chi una bicicletta ce l'ha di proprietà.

Auguri di pronta guarigione, Cristina. La crisi delle piste ciclabili e', purtroppo, internazionale. Tanto New York (dove abitavo), quanto Miami (dove abito) ne sono a corto. Bisognerebbe organizzare delle proteste sellate globali. Esiste gia' un bycicle day?

Ciao Cristina. Tieni duro e vai avanti.
Con prudenza. Vent'anni fa, fu proprio dopo una caduta dalla bicicletta che morì Nico, la cantante dei Velvet Underground. Articolo nel Blog di vent'anni fa:
http://ventannifa.myblog.it/archive/2008/07/21/addio-nico-femme-fatale.html

carissima
mi spiace per il tuo incidente. almeno quegli evasori cronici dell'igloo ti hanno dato il ghiaccio. compriamoci un caschetto: almeno possiamo salvare la testa, se non la sbattiamo troppo forte. e comprati uno specchietto (io l'ho fatto perché l'avevo promesso a mio padre, che da neurochirugo di teste sfracellate su due ruote ne ha viste tante, troppe). quanto a pedalare sul marciapiedi, lo faccio spesso anch'io. a chi protesta con eccessiva aggressività, rispondo "vede piste ciclabili qui intorno?"
baci

pensa, se l'igloo ti avesse fatto lo scontrino almeno sarebbe stato il giorno delle cose insuccedibili.

pensa, se l'igloo ti avesse fatto lo scontrino almeno sarebbe stato il giorno delle cose insuccedibili.

pensa, se l'igloo ti avesse fatto lo scontrino almeno sarebbe stato il giorno delle cose insuccedibili.

Leggo i commenti di Giulia, Giulio, Paola, Tiziana, Dario... Che dire: grazie per la comprensione... Nella storiella ho omesso una cosa, in effetti. Il motorino era maleducatissimo, ma intorno a noi si è formata una folla di persone, intorno all'IGLOO, davvero gentili e premurose... Come voi....
In ogni caso, ha ragione Giulia. Ora mi prendo il caschetto :-))

In memoria di Franco Scorcia, stessa storia, minor fortuna.
http://www.flickr.com/photos/81524553@N00/2739283507/sizes/l/
Ho rischiato spesso la vita in bici, pure sulle pacifiche Dolomiti, da troppi motociclisti viste come asfalto da mordere esente da autovelox e Polizei!
Ciao a presto. Dario.

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