Cristina Tagliabue -

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febbraio 2008

29 febbraio 2008

Facce in vendita. Copertine "pop" e mestiere "poc"

C'è bisogno di personaggi, per vendere. Teatro, musica, cinema, libri. Ma soprattutto c'è bisogno di personaggi per vendere la carta, i mensili, i settimanali.

C'è bisogno dei personaggi, per vendere. E sempre di più è la televisione a far da padrone, anche nell'ambito dell'editoria.

Le persone normali.... che noia. I personaggi, invece, quelli sì che fanno sognare. Ce lo spiega un esperto del settore come Mimmo Ugliano, titolare della società EquipeMediaCom. Da decenni si occupa di ricerche nell'ambito della tivù e dello spettacolo, e lo scorso anno ha intrapreso uno studio circa i volti più presenti sulle copertine italiane.

Purtroppo, dopo una veloce quanto morbosa lettura, possiamo ben affermare "niente di nuovo sotto il sole".  Oppure, a piacere, canticchiare il ritornello che Frakie Hi Nrg ha sapientemente proposto in quel di Sanremo: "Non si fa la rivoluzione. L'hanno detto in televisione".

Le sue ragioni le dimostrano i risultati della ricerca condotta da Ugliano: la vincitrice assoluta della classifica-cover è Michelle Hunziker con 32 copertine e 22 milioni di lettori (fonte Audi Press).  Seguita a ruota dall'onnipresente Simona Ventura, che con lo stesso numero di presenze ha totalizzato quota 21 milioni di "contatti". Chi l'avrebbe mai detto?

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28 febbraio 2008

Sono amica di Marco Zamperini, ma anche...

Chiudo il cerchio sul valore dell'amicizia.

Il mio problema iniziale.
Esser pensati sempre e comunque come la moglie di, il marito di, il/la compagno/a di, il/la figlio/a di, il/la nipote di...

La - brillantissima - soluzione di Marco Zamperini.
Sono amico di. Suona un po' come una presa in giro della sottoscritta. Ma siccome trattasi del mitico Zampe, che ha sempre ragione, proseguo nella sua gentile catena chiudendo su Susan Quercioli.

Sono amica di Marco Zamperini, ma mi piacerebbe esserlo anche di Susan Quercioli. E anche delle Girls Geek Dinners. E anche del supercitato Marc.

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Da Sanremo al Veneto: ecco dov'eran finiti i Jalisse

Chi se la ricorda la canzone che a Sanremo di non so quanto tempo fa vinse il Festival? Due tizi, un maschio e una femmina in coppia, sconosciuti tra i big - solo a Sanremo capitano ste cose - a intonare "Fiumi di parole -sbam -  fiumi di parole tra noiiiiiiiiii - sbam - prima o poi ci portano viaaaa.....".

Non so a chi piacque la canzone, chi la votò. Fatto sta che ricevo comunicazione dalla Regione Veneto per la Fiera Bit (Turismo) e chi mi ritrovo? Nientepocodimeno che la proiezione di James Bond, e poi, i Jalisse (si pronuncia Gialisse?). Riporto testualmente in corsivo stralci di comunicato stampa.

CON JAMES BOND, LE DOLOMITI, IL PROSECCO E LA MUSICA DEI  JALISSE, DOMENICA CHIUDE ALLA GRANDE IL VENETO DEGLI SPETTACOLI DI BELLEZZA ALLA BIT

Segue la presentazione della giornata, con ospiti pranzi e solluccheri, e alle 3 del pomeriggio, eccoli comparire!

Alle 15,40 ci saranno i Jalisse, che presenteranno le loro attività con e bambini, seguiti alle 15,50 dall'intervento di Marca Treviso e Provincia di Treviso sulla "Mostra internazionale dell'illustrazione per l'infanzia" e su "Sarmede, paese delle fiabe", con attività pratica di disegno, con il coinvolgimento del pubblico più giovane.

Tra Sanremo e Regione Veneto, mi vien da pensare, purtroppo, che siamo sempre, inevitabilmente, anche autoironicamente - per carità - un Paese kitsch. Solo che un bel gioco, normalmente, dovrebbe durar poco...

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27 febbraio 2008

900 confessori per me, posson bastare?

Il Confessionale della Chiesetta non bastava più. Adesso, i peccati, si risolvono via email. Qui.
Cerco assoluzioni semplici, per problemi difficili. Un prete che mi legge - che non sia quello che conosco sin da piccola - potrà davvero capire?

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26 febbraio 2008

Gli scarti di Sanremo, e le cose da tenere

Si chiama Buona la Seconda. Sono i rifiuti (o i rifiutati) del Festival dai mille Baudi.
Qui invece, l'Aura da preservare.

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25 febbraio 2008

Arredo - e decoro - urbano. Questione di gusti. Purtroppo.

Oggi parliamo di stupidaggini personali o collettive. Poco importanti, ma antipatiche.

Nel mio palazzo, in Via Paolo Sarpi a Milano, c'era un problema. Appena entrato, il povero inquilino veniva assalito dalla vista - vabbé non proprio all'entrata, ma all'interno del cortile - di una quantità di ceste per i rifiuti che ai sensibili - come la sottoscritta - erano in grado di rovinare la giornata (o la serata).

Mi sono presa la briga di proporre al condominio, che mai si mette d'accordo, il regalo di una serie di vasi di design (Serralunga - Luisa Bocchietto la designer) da me acquistati regolarmente senza sconti giornalisti e varie ed eventuali, con tanto di ricevuta. Giusto perché erano grandi grandi, coprivano la monnezza, erano belli. Li ho presi rossi, perché in Chinatown sembrava un bel gesto... Ho speso uno stipendio e mezzo mensile. Sono stata felice.

I vicini di casa approvano, in assemblea condominiale (2 ottobre), la mia idea. Ordino i vasi, i vasi arrivano. L'amministratrice scrive però sugli atti dell'assemblea che io li regalo. Non che i condomini li accettano. Me ne accorgo pochi giorni fa, dopo che il signore del piano terra, che era solito parcheggiare la sua auto dentro il suo magazzino (non potendo), dopo avermi urlato addosso brutte parole e coalizzatosi con i vicini, convince l'amministratrice a farmi scrivere che i vasi vanno tolti, che sono brutti, che non stanno bene, che deve essere trovata un'altra soluzione.

Già. Perché lui, col suo furgoncino, non ci può più manovrare agevolmente come prima, né tantomeno inquinare come prima. Non bastasse l'aria che già respiriamo.

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24 febbraio 2008

Dario Fo interpreta l'Ultima Cena di Leonardo. Stasera, all'Auditorim di Roma

Fo, già allievo dell’Accademia di Brera a Milano, oltre ad essere un geniale attore e commediografo, è anche disegnatore e illustratore. Da solo, ha ri-disegnato alcune tavole con le quali accompagnerà la lezione che si terrà stasera all'Auditorium Parco della Musica di Roma, sala Santa Cecilia (la migliore, anche per l'acustica :-)

La lezione-spettacolo che Dario Fo metterà in scena era già stata rappresentata nel 1999, nel cortile della Pinacoteca di Brera. I pochi che hanno potuto assistere (io modestamente ci fui) vedranno un Leonardo in carne ed ossa.

Fo ce lo racconta come una persona viva e umana, alle prese con le difficoltà ad emergere in un mondo che emargina i figli illegittimi come lui, anche quando sono geniali; alle prese con una società che cambia violentemente tra guerre e colpi di stato, nel segno di grandi personalità come Savonarola, Machiavelli, Ludovico il Moro, Lorenzo il Magnifico; alle prese con la volubilità delle corti italiane, i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano, il Papa a Roma che a volte lo osannano a volte lo trascurano, costringendolo ad un faticoso peregrinare in cerca di protezione e commissioni.

In questa grande storia emerge l’esperienza del Cenacolo come una drammatica storia nella storia.
Per chi può, roba da non perdere stasera...

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23 febbraio 2008

Da Super Mario Bross a Mariopppiù

Pervenutami oggi la newsletter di Mariopiù. Non è che la sottoscritta ami particolarmente tecno ed elettronica. Ma Mariopiù è troppo un personaggione per far finta di nulla....

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22 febbraio 2008

Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, dalla cucinetta di casa, a Cuneo, scrisse

Parte il 1 marzo, da Cesena, il tour dei Marlene Kuntz - come ho scritto ieri nel pezzo su Nòva24 -. Le 16 tappe teatrali per lo storico gruppo italiano, coincidono con l'uscita del settimo disco - Uno - e con un libro - I vivi - edito da Rizzoli, scritto da Cristiano Godano, il leader della band.

Poetico, sofisticato, letterario, il disco. Poetico, sofisticato, letterario lo stesso Godano, che non ha fatto una biografia delle solite, ma una raccolta di racconti. Rizzoli (collana 24/7, Euro 15) l'ha pubblicata con un’immagine in copertina di Sascha Kurschner che è a metà tra voli pindarici ultraterreni e la leggerezza di chi c’è, ma vorrebbe volar via. “Diceva Renzo Piano di Luciano Berio – spiega Godano – che il desiderio dei poeti è quello di librarsi in volo. Anche quando scrivo i testi il cielo è molto presente”.

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21 febbraio 2008

Dalle Fans dei Tokio Hotel, con ricevuta di ritorno

Care fans dei Tokio Hotel. Riporto qui un paio di vostre lettere per tentare nuovamente un dialogo.
Sinceramente non ho ancora capito, dopo tanti sforzi, perché il vostro amato gruppo sia così "speciale", e diverso dagli altri, visto che in questo mondo tutti sono alla ricerca di un'identità "unica e diversa".

Dunque, in buona fede, nonostante sia andata ad un loro concerto, nonostante abbia ascoltato le loro canzoni e parlato con parecchie di voi in questi mesi, non ho capito PERCHE' i Tokio Hotel sono tanto amati. Insomma, non è vero che non mi sono affatto informata...

Vi pubblico per farvi capire che insomma, suvvia, non è il caso di arrabbiarsi perché qualcuno la pensa diversamente da voi. Rilassatevi magari, e infervoratevi per le cose importanti, semmai. Perché in fondo ho trovato le vostre "missive" un pò acide. E perché inacidirsi tanto, per un gruppo musicale, a 14 anni d'età?

PS. Sara mi è molto simpatica però. Mi è piaciuta la sua formale educazione.

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20 febbraio 2008

Registi futuri, nel milanese

La Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema - annuncia la pubblicazione dei Bandi di concorso per l’ammissione ai Corsi di Cinematografia d’Impresa e di Fiction, attivati presso la Sede Lombardia, per il biennio 2008 - 2010.

I nuovi Bandi mettono rispettivamente a concorso:

·          12 posti per l’ammissione alla seconda edizione del Corso di Cinematografia d’Impresa – Documentario e Pubblicità. Il Corso si propone di selezionare e formare professionisti (filmmaker e produttori) specializzati nel campo della Cinematografia d’Impresa ed in particolare nella regia del Documentario e della Pubblicità, fornendo una elevata e qualificata formazione interdisciplinare.

·          16 posti per l’ammissione alla terza edizione del Corso di creazione e produzione Fiction. Il Corso, che si focalizza principalmente sulla ideazione, scrittura e realizzazione della serialità episodica, si propone di formare due figure professionali che svolgono un ruolo-chiave nell’industria della fiction televisiva: lo sceneggiatore e il produttore creativo.

Il Corso di creazione e produzione Fiction avrà inizio nel mese di giugno 2008 mentre il Corso di Cinematografia d’Impresa inizierà nel mese di settembre 2008, entrambi presso la Sede Lombardia – Centro Sperimentale di Cinematografia - in via Santa Marta 18 a Milano.

Per entrambi i Bandi,e per i pochi posti, la scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è fissata per il 14 aprile 2008.

I Bandi di concorso - con le informazioni sulle procedure di selezione, i materiali da presentare e le scadenze - sono disponibili sul sito Internet della Fondazione.

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19 febbraio 2008

Liberadonna: 21.816 firme ai dirigenti del centro-sinistra

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta!

L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

La lettera continua qui. Per chi volesse aggiungere firme, anche gli uomini credo siano ben accetti...

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18 febbraio 2008

Caos Calmo, Domenico Procacci, il Tapiro a Moretti e la Bmw

Oggi leggo su Repubblica un trafiletto -Download caos_calmo_e_la_bmw.jpg - in cui il produttore Domenico Procacci afferma di non aver ricevuto alcunché dalla Bmw, per la produzione del film.

Ragioniamo.
Visto che questo fine settimana siamo andati a RI-vederci il film, col mio fidanzato, e la presenza dell'auto è importante, all'interno della pellicola.
Visto che ho ricevuto un CD dalla Bmw con scritto sopra "Caos Calmo" con tutte le immagini del film.
Visto che sulla stessa Repubblica è apparso questo articolo nella sezione motori, nonché questa foto.
Visto che precedentemente avevo fatto notare in modo un pò troppo sottile forse, che già mi era arrivato un comunicato con la foto dell'auto e di Nanni Moretti, nonché l'invito alla festa Bmw di Berlino...
....credo che:

o la Bmw è un'azienda che, senza preoccupazione alcuna, ha fatto promozione di se stessa "non potendo" (impossibile, suvvia) oppure c'è stato uno di quegli accordi di co-marketing (o come lo chiamano loro) tra la produzione Fandango e il marchio Bmw.

Perché negarlo? E' uno dei tanti modi che servono a finanziare i film... Certo, la presenza dell'auto, è importante. Ma nel libro era un'Audi. Mica una Bmw...

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17 febbraio 2008

8 giorni, 5 quotidiani, 487 firme in prima pagina, 78 donne

Stasera ho ripreso in mano tutti i miei conteggi settimanali. Il compitino era, come spiegato in un precedente articolo, contare le firme in prima pagina su 5 quotidiani presi in esame. Il Manifesto, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Sole 24 Ore.

La giornata di domenica non è molto indicativa. Aveva ragione Corinna De Cesare, firma femminile sul Corriere della Sera la scorsa domenica 10 febbraio, che commentava sul mio articolo precedente con una speranza, in positivo.

La domenica ci sono meno persone, in redazione. Probabilmente anche molte meno donne. Anche oggi ho contato solo 7 donne in prima pagina, su un totale di 65 firme. Negli altri giorni della settimana è un pò meglio. E tuttavia, non così TANTO meglio.

Lunedì 11 febbraio. Ho comprato L'Unità al posto de Il Manifesto, perché il lunedì non esce. Spero non me ne vorrete. 58 firme, 14 donne.

Martedì 12 febbraio. 56 firme, 8 donne.

Mercoledì 13 febbraio. 52 firme, 12 donne.

Giovedì 14 febbraio (San Valentino). 59 firme, 9 donne.

Venerdì 15 febbraio. 87 firme, 10 donne.

Sabato 16 febbraio. 57 firme, 13 donne.

Oggi, domenica 17 febbraio. 65 firme, 7 donne.

In 8 giorni, il conteggio è il seguente: 487 firme in totale sui 5 quotidiani presi in analisi. 78 donne firmano in prima pagina. Il 16% del totale. La percentuale è stata ottenuta calcolando anche le donne di cui non è specificato il nome di battesimo in prima pagina - la maggioranza - e di cui sono andata a trovare i nomi, per gli articoli ripresi in prima, all'interno dei giornali.

Lascio ad analisi successive (seguirò per un mese i quotidiani) su quali giornali sono valorizzate meglio le donne, e in quali ambiti. Mi preme però sottolineare, in questa sede come non abbia letto in una settimana alcun editoriale femminile, né tantomeno articolo di commento politico/economico.

Soltanto Il Manifesto ha pubblicato opinioni al femminile nella classica colonna che "spetta" ai professori, agli intellettuali, alle persone che pensano. Martedì commento di Giuliana Sgrena "Bush agita lo spettro del terrorismo" , mercoledì editoriale di Micaela Bongi  "Sfondamento al centro", venerdì editoriale di Ida DominiJanni "L'aborto è di Stato".

Su La Repubblica, mercoledì 13 febbraio un "Il Caso" di Miriam Mafai, posizionato non nella colonna degli editoriali: "Gli invincibili del terrorismo senza la grazia del pentimento", a cui rispondeva venerdì 15 su Il Sole 24 Ore Benedetta Tobagi (ho scansito e pubblicato su internet l'articolo proprio ieri).

Oggi su Il Corriere della Sera un'altra donna scrive un'opinione. Maria Laura Rodotà. Però non è la colonna degli editoriali, anche se è in alto nella pagina, e assomiglia più ad uno di quegli articoli di colore politico.

In ogni caso, sul Corriere, questa settimana è stata l'unica a raccontare "un punto di vista".

Titolo del pezzo: Quei figli con un bel cognome.

Su Il Giornale c'è poco. Molto poco. Ma merita un articolo-post a sé...

 

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16 febbraio 2008

La lettera aperta di Benedetta Tobagi a Ferruccio de Bortoli

Caro direttore
apprendo dal (bellissimo) articolo di Miriam Mafai (si veda "La Repubblica" del 13 febbraio") di due iniziative discutibili che hanno per protagonisti ex terroristi. Mi sciocca in particolare la prima: l'ex Br Antonini sarà ospite di Erri De Luca (scrittore, ex membro del servizio d'ordine di Lotta Continua) a una conferenza dal titolo "Gli invincibili". Di primo acchito sono presa da un rigurgito di rabbia e amarezza. Poi rifletto e mi calmo. Informarsi, capire, analizzare.

Così comincia la lettera di Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi,  al direttore de Il Sole 24 Ore pubblicata ieri in prima pagina dal quotidiano.

L'ho scansita, in modo che anche i lettori di internet possano averla a disposizione, leggerla, informarsi, capire, analizzare. Grazie Benedetta.

Download lettera_aperta_benedetta_tobagi.jpg

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15 febbraio 2008

Il Guglielmotel e i Centri Commerciali Naturali

Ieri me lo chiedevo all'interno della pagina di creatività di Nòva24: chi è l'imprenditore brianzolo che si è giocato il tutto per tutto con questo assurdo nome, che ricorda la Svizzera, e che fa tanto ridere e sorridere tutti?

Guglielmotel.
Povero Guglielmo Tell? Oppure, beato Guglielmo Tell, ad esser ricordato così ironicamente proprio qui, nel Belpaese? 

Chissà... Secondo me, va a gusti.

Poi, sempre nello stesso articolo, si parlava in generale del futuro dei piccoli paesi di provincia.

Hanno coniato un termine, i professori universitari, che quello sì ha fatto rabbrividire: dicono che i piccoli centri di provincia devono trasformarsi in centri commerciali naturali.

Brutta storia. Brutto nome. Brutte cose.

Qui di seguito il pezzo pubblicato ieri...

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14 febbraio 2008

194 ragioni per uscire dal silenzio. Questioni - purtroppo, e ancora - di donne

                                                                                    .OGGI.

                                            A Roma, ore 17.00 Ministero della Salute.

                                            A Milano, ore 17.30, Piazza San Babila.

Pubblico così come ricevuto da amiche e professori universitari.

194: PRESIDIO IN PIAZZA SAN BABILA ALLE 17,30

La vicenda di Napoli e' inquallificabile da ogni punto di vista, e' un atto vigliacco e intimidatorio:
-calpesta la dignita' delle donne, di tutte le donne, in un momento particolare di grande solitudine e sofferenza.
-l'irruzione gratuita delle forze dell'ordine offende anche la professionalita' dei medici che avevano unicamente applicato la legge.
-la stessa modalita' adottata sulla base di una pura denuncia anonima, esprime violenza, ottusita', prevaricazione.

Nell'esprimere solidarieta' alla donna di Napoli che ha subito questa grave prevaricazione, denunciamo con forza questi atti. Viglileremo, soprattutto in Lombardia, affinche' la 194 sia applicata alla luce del dettato costituzionale, impiegando tutti gli strumenti possibili, anche legali, perche' sia garantita l'autodeterminazione delle donne.

Invitiamo donne e uomini a manifestare la propria indignazione.
GIOVEDI' 14 FEBBRAIO, alle ore 17,30 con un PRESIDIO IN PIAZZA SAN BABILA.

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Giornalisti e fotografi: invece di amoreggiare, concorrete

Nella giornata odierna, tra un bacio e l'altro, se avete meno di sganciarvi dai salamelecchi, consiglio due mosse tattiche. Ovvero, 2 occasioni per mostrarvi al mondo - che disgrazia, neh? - per 2 professioni che più narcise non si può.

La prima, Look Book, è un progetto ideato da Gisela Borioli. Nasce per sviluppare la giovane fotografia nel mondo della Moda, e promette bene assai.

La seconda, Il Premio Barbiellini Amidei, è dedicata a giovani giornalisti che abbiano meno di 35 anni di età in data 30 aprile 2008.

Purtroppo, la sottoscritta quel dì sarà 35enne da un mese...  Vista la prestigiosa giuria, consiglio i giornalisti in erba - mica come me - di affrettarsi e iscriversi online.

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13 febbraio 2008

Scommettiamo che a Sanremo, Giò di Tonno e Lola Ponce a 9.50...

Simpatico questo sito di scommesse. Mi invia notizie dicendomi che non è vero che sarà Anna Tatangelo a vincere Sanremo. Saranno invece i Tiromancino (quotati 8.00, giuro non so neppure cosa significhi questo 8, forse è una scala da uno a dieci?) oppure Giò di Tonno e Lola Ponce, a trionfare al gran galà televisivo (quotati, appunto, 9.50...).

Mi domando. Ma in queste aziende di betting, nella struttura di management che definisce gli alti e i bassi, ci sono dei direttori artistici che ascoltano canzoni in anteprima e ne giudicano la qualità? In base a quale sistema i siti di scommesse definiscono quale cantante avrà la meglio? Attraverso la pressione mediatica? Oppure, una semplice fotografia del cantante?

Sei bello, vai sù. Sei brutto, vai giù. Ho sentito che parlavano di te al bar: vai sù. Nessuno ti intervista: vai giù... Com'è che funziona davvero? Misteri un pò della fede.

Nel frattempo, mi rendo conto che non esiste una scala da 1 a 10 per questi affari. L'azienda mi informa che, per chi volesse scommettere su "mostri sacri" della canzone italiana: interessanti le quote su Mietta data a 12.00, Toto Cotugno a 15.00 e Loredana Bertè a 30.00.

E poi, si sono inventati anche le quote "giovanili". Per esempio, il gruppo dei Finley è quotato a 30.00, e la stessa quota proposta per il brano "Rivoluzione" di Frankie Hi NRG.

Anche a me piace un sacco Frankie Hi NRG. Ormai c'avrà 40 anni. Il doppio dell'età dei Finley, che peraltro non mi rispondono per nulla con le loro canzoncine.

Certo anche i signori delle scommesse, sui giovani-fuori e giovani-dentro, fanno un pò di confusione... Sarei curiosa di sapere quanti ci giocano, e spendono soldi, in queste cose qua...

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12 febbraio 2008

E Michelangelo Pistoletto si inventò - anche - il "Love Difference" gelato

Brutto mestiere quello dell'artista. Soprattutto di questi tempi. Cosa organizzare? Come comunicarlo? Quando? E a quanto vendere le proprie opere? E poi, a chi? E poi, ancora, perché?

Nell'ultimo mese mi sono arrivati quattro comunicati stampa differenti relativi a Michelangelo Pistoletto.

Il primo da RAM Radio Arte Mobile che, in occasione della Fiera dell'Arte di Bologna, insieme ad Achille Bonito Oliva, presentava una "Senza Titolo" con all'interno anche il nostro Pistoletto.

Poi, il Castello di Rivoli, bellissimo, che lo scorso 5 febbraio ha inaugurato la mostra "Dipingere la vista moderna". Indovinate tra gli artisti chi c'era? Ovviamente, non poteva mancare Michelangelo Pistoletto...

Poi, ancora prima, le Case d'Arte mi invitano il 31 gennaio ore 18.30 per Body Work.Una mostra che, tra gli altri, prevedeva anche la presenza di... abracadabra... nientepocodimeno che Michelangelo Pistoletto!

Dulcis in fundo, qualche giorno fa, un collega mi gira un comunicato stampa che così titola:

                                        22, 23 e 24 Febbraio 2008 al CAMeC di La Spezia

Gelato e Pasticceria Love Difference come passaporto culturale:
l’arte e la gastronomia si incontrano per promuovere il dialogo fra le culture del Mediterraneo

E poi continua così

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11 febbraio 2008

Una domenica qualunque, le 5 donne in prima pagina sui quotidiani italiani

Ieri mattina sono andata all'edicola di Via Lomazzo - Milano - ed ho acquistato Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Il Sole 24 Ore e il Manifesto. Poi, mi sono seduta in un baretto, ho ordinato una spremuta d'arancia e un caffé, ed ho iniziato un simpatico giochetto: la conta delle firme femminili in prima pagina dei quotidiani.

Il risultato, già svelato nel titolo, è triste. Su un totale di 53 firme, soltanto 5 appartengono a giornaliste donne. Senza tediare tutti con le lamentele, dunque, ecco nello specifico quanto "contato".

La Repubblica: nessuna firma femminile in prima pagina. I 10 articoli firmati appartengono a: Eugenio Scalfari, Federico Rampini, Mario Draghi (lo ritroveremo anche sul Corriere della Sera), Alessio Balbi, Filippo Ceccarelli, Ilvo Diamanti, Renzo Gnolo, Alessandro Baricco, Alexander Stille e Vittorio Zucconi, Corrado Augias e Francesco Merlo.

Il Manifesto: nessuna firma femminile in prima pagina. I 3 articoli firmati appartengono a: Alessandro Robecchi, Guglielmo Ragozzino, Mario Tronti. Inoltre, dei 6 articoli di prima pagina che hanno riprese all'interno del giornale, nessuno è stato scritto da una donna.

Il Corriere della Sera: 1 firma femminile in prima pagina. I 6 articoli firmati appartengono a: Sergio Romano, Andrea Galli, Guido Olimpo, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Mario Draghi (già su Repubblica) Paolo Di Stefano. Dei due articoli in alto, sopra la testata, dopo Ian Buruma troviamo Corinna De Cesare, che con Paolo Foschi scrive: "Italia che compra sempre in contanti. Solo il 3% degli acquisti con la carta di credito".

Il Giornale: 1 firma femminile in prima pagina. I 9 articoli firmati appartengono a: Mario Giordano (il direttore), Stefano Lorenzetto, Tullio Avoledo, Vittorio Macioce, Stefano Filippi, Giordano Bruno Guerri, Gianni Baget Bozzo, Maurizio Caverzan e infine, in basso a destra, in un angolo, Fiamma Nirestein che scrive: "La testimonianza. La mia vita bendata per colpa degli antisemiti".

Il Sole 24 Ore. 3 firme femminili in prima pagina. I 17 articoli firmati appartengono a: Guido Tabellini, Carrer-Merli-Adriana Cerretelli (articolo a pag.3 in basso : Europa divisa sui tassi) ,  Saverio Fossati, Alberto Nosasi, Marco Alfieri, Marco Valsania (2 articoli), Franco De Benedetti, Salvatore Carrubba, Luigi Lazzi Graziani, Paolo Bricco, Criscione-Morino-Valerenghi, Kenneth Rogoff, Eliana Di Caro (articolo con foto in alto nella pagina, con foto di Obama: "Washington e Luisiana, Obama tenta il sorpasso), Rossella Bocciarelli: "Crediti e mutui: l'Italia è meno esposta".

A chi legge trarre le conseguenze. Personalmente, continuerò per un mese la lettura.
Sono sicura, non ci saranno grandi sorprese. Eppur non parto con preconcetti.
Sono semplici precedenti, semmai. E una biografia di difficoltà.

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09 febbraio 2008

Polaroid, I love-d You

Leggo la notizia smarrita-incredula e penso che davvero si stia chiudendo un'epoca, per gli amanti della fotografia.

Riprendo in mano la mia prima Polaroid. La macchina,  quella con cui ho scattato tutti i ritratti delle persone che mi entravano in casa, sin da piccola. E penso: per esser sicuri di avere ancora un possibile futuro su carta, prima che arrivi il 2009 - data fissata per la definitiva estinzione della produzione - ci toccherà correre in ogni negozio del globo e accaparrarci chili di "fotogrammi" disponibili?
E dopo il 2009 cosa faremo? Ci giocheremo i "ricambi"all'asta, al rialzo su eBay?

Ricordo la tristezza di quando eliminarono la pellicola bianco e nero, e ci lasciarono soltanto il colore. Era cinque/sette anni fa. Ora, eppure la pagavamo cara, ci tolgono anche la carta.

Ci tolgono tutto... Ma insomma, cosa dobbiamo fare?

Personalmente, ho tre macchine Polaroid, tra cui una bellissima Spice Cam che acquistai per il gusto kitsch di chi si diverte col rosa. Funzionava benissimo! Faceva cose strepitose. Se poi rimestavi le immagini con l'accendino o anche soltanto una biro, una fiamma, un colore... potevano venire schifezze, per carità...ma ogni tanto te ne usciva una buona, di quelle belle belle che facevi vedere a tutti gli amici per un mese...

Sob. Sob. Sob. Non solo per noi stupidi giocherelloni innamorati delle Polaroid. Sob sob sob per tutti. Perché le Polaroid erano storia già prima che nascessimo.

Gente come Andrew Warhola ne ha fatto arte, esattamente come uno scatto su pellicola o un'opera su tela. Ci sono polaroid esposte al Guggenheim, di Warhol come di Basquiat e tanti altri artisti, che costano quanto interi palazzi della periferia londinese....

Penso ad un fotografo come Claudio Porcarelli, che nei suoi  fine settimana nel Viterbese non si staccava mai dall'oggetto e dalle sue preziosissime pellicole. Adesso che farà?

E che faremo noi, di tutti questi ricordi che non possiamo continuare ad imprimere, come ci piaceva a noi?

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08 febbraio 2008

Ma la Colò, se è una giornalista, perché fa gli spot...

...della Kinder? Va bene che i cioccolatini ci piacciono a tutti, e vabbé che adesso tutti si fa tutto... Ma proprio ora che si candida alla vittoria del Telegatto per le trasmissioni giornalistiche, insomma, non sarebbe proprio deontologia eh...

8 ottobre 2001. La strage di Linate, raccontata a teatro

Lo so, non è bello ri-assistere a una tragedia. Ma in questo caso, è proprio il comitato che è nato dalla tragedia di quel maledetto giorno a Linate, che vi invita a teatro.

Accadrà - segnatevi la data sul post-it se potete, a Milano, dall'11 al 16 febbraio (ore 20.00) alla Fabbrica del Vapore di Via Procaccini, al 4 (per chi non la conoscesse, un bel posto da vedere, anche, in zona Monumentale)

Rivedrete l'incidente di Linate attraverso il teatro-civile, come viene chiamato in termini tecnici. O attraverso un racconto a metà tra l'onirico e il reale, in termini che direi io.

Nello spettacolo c'è la messa in opera di un aeroporto pionieristico in un immaginario paese dei balocchi, in cui s'innesta poi la ricostruzione documentaria - in  un secondo piano narrativo- della tragedia.

Ci sono stralci di  registrazioni, atti giudiziari, indagini giornalistiche, e poi ci sono elementi di fiaba. Come l'ambientazione della città di Bengodi di Rabelais. Che - guarda un pò - rimanda a personaggi, luoghi e situazioni utili a raccontare la dinamica dell'incidente...

Il testo è stato scritto da Giulio Cavalli e dal giornalista Fabrizio Tummolillo, e si avvale della partecipazione di alcuni famigliari delle vittime. Da vedere...

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07 febbraio 2008

Il regista brasiliano Nelson Pereira, oggi, a Roma

Villa Borghese -  Largo Marcello Mastroianni, 1 - Casa del cinema - ore 20.00

Memorie dal carcere di Nelson Pereira. Un film dell'84, che racconta di una piccola realtà brasiliana, vista da qui. Sembra oggi? No, affatto. Però l'adattamento cinematografico delle "Memorie dal carcere" di Graciliano Ramos, lo scrittore che racconta - come Antonio Gramsci - le umiliazioni subite dalla polizia fascista durante i suoi 10 mesi di prigione, ci fa pensare al passato, e perché no, anche al futuro..

Non sapendo più che dire sul momento che viviamo, certe volte un rituffo nella storia altrui è salutare. Rieccoci quindi in Brasile, , nel 1936, all’epoca dell’arresto di Graciliano Ramos. Direttore della Pubblica Istruzione dello stato di Alagoas, ed accusato di aver partecipato all’Aliança Nacional Libertadora, l’ampio fronte di lotta contro la dittatura del Governo Vargas.

Sopravviverà? Certo, e lo racconterà anche. E noi, sopravviveremo, ancora, ai rifiuti di questo insensato Paese, che non vuole buttar via niente, compreso il marciume?

Quando Enzo Biagi, negli anni Sessanta e con la malaria a Napoli, intervistò Gava per chiedergli come sarebbe finita, Gava gli rispose: "La malaria passa, e i Gava invece restano".
Biagi concluse così il suo pezzo giornalistico così: "Certo, se ne vanno sempre i migliori".

Sperando che così NON succeda oggi, a 50 anni di distanza, mi rileggo le parole del professor Giorgio Baratta, studioso di Antonio Gramsci: “... il film e il libro fanno da contrappunto con Lettere e Quaderni del carcere di  Gramsci, metafore sofferenti creative del nostro mondo grande terribile complicato.” 

Massì, richiudiamoci nella Cultura....fuori dal carcere.
Sperando che il mondo cominci a ri-girare per il verso giusto.

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06 febbraio 2008

La columba Livia, e il Pandino che ci salverà

E' divertente leggere delle notizie e ricamarci sopra. In questo caso, poi, quasi scontato. Provo a spiegare il perché, sperando che nessuno si offenda.

Il comune di Pandino  - non è un piccolo Panda, ma un simpatico paesello in provincia di Cremona - mi manda una e-mail  in cui mi invita alla conferenza stampa, all'interno del Castello Visconteo Pandino, che tratterà, pare a scopi risolutivi, l'annoso problema dei piccioni - in termine tecnico,  columba livia -.

Il come della storia tra il Pandino e la Livia, poi, è veppiù coinvolgente.

Pare verranno create, grazie ad un progetto che ha unito l'Università Bicocca, l'Università degli Studi di Milano, la società "La Sanitaria" di Gavardo -BS- , delle Torri Piccionaie decentrate per il controllo delle popolazioni infestanti della povera Livia, appunto.

Che forse sarà costretta a traslocare dai centri storici - o solo dal Pandino? - per recarsi insieme alle amiche in periferia. Dove, senza maschietti, ma con tante torri Liviesche, finalmente troverà una casa adatta alle sue esigenze. Chissà se si lamenterà, per la dequalificazione dal centro. O manifesterà -marciando su Roma - la propria insoddisfazione.

Che ne possiam sapere. Io con le Livie - le piccionesse cioè, non le amiche Livie - non ci sono mai andata un granché d'accordo. Ma perderle così di vista... insomma, quasi mi spiacerebbe. Caccole a parte, certo. Che quelle sì danno un pò noia..

Da quel di Pandino è tutto. Aspettiamo la conferenza del 12 febbraio per saperne di più. :-))

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05 febbraio 2008

Kismet teatro, all'Eliseo, in questo momento

Ebbene. Io a casa a scrivere di loro. E loro, in questo momento, a teatro, a Roma, a portare in scena una bella storia. Dispiaciuta per non esserci. Felice per chi vorrà partecipare nella capitale. Speranzosa di vederli a Milano.

Ecco di cosa si tratta.

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04 febbraio 2008

Dalla California, le migliori proposte per il nuovo mister "New Yorker"

Ad oggi ne sono stati scelti una ventina, di personaggi ri-disegnanti l'Eustace Tilley per il The New Yorker. Osservo che la maggior parte dei progetti selezionati - ne sono arrivati migliaia, ma sul sito della rivista ne troviamo una piccola manciata - arrivano dalla California.

Sarà il vento che soffia, sarà la Sylicon Valley, sarà la creatività in stato di grazia, chissà.
Ho scelto di segnalare il progetto Tilley-The Simpsons. Che mi ricorda tanto il suo inventore, David Silverman (in realtà newyorkese doc).

Qualche giorno fa era alla DLD Conference di Monaco, organizzata dall'editore Burda. Guardate qui l'intervista ufficiale che gli ha fatto una real-You Tube reporter... Che tipo figo. Silverman, beninteso. Mica la reporter...

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Tiziano Scarpa, la munnezza e lu guberno

Si chiama Groppi 'Amore nella scuraglia. E' un dialetto inventato, che si capisce benissimo però, tanto onomatopeico è. L'ha scritto, e l'ha letto, Tiziano Scarpa.

La storia racconta le disavventure e gli amori di Scatòrchio, abitante di un paese di campagna dalla collocazione imprecisata. Quello che interessa è la descrizione degli animali e degli abitanti del paese, ma soprattutto la vicenda di una discarica - “lu munnezzaro” - che “lu guberno” costruisce in loco in cambio di un ripetitore TV...

Molto attuale, con il tema De Gennaro, rifiuti, e tutto il resto. Da ascoltare in due minuti. Per sorridere. Oppure, se volete leggere, ecco lu poeto...

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03 febbraio 2008

Infibulazione: mutilazione del 2008, in Europa

Il nome è brutto, anche tradotto in italiano. Violento, come la pratica di cui mi parlò una ragazza incontrata nel Mali, e come un libro, che a breve uscirà per Garzanti Editore.

Si chiama Figlie del dolore, costa 9 Euro. L'autrice, Waris Dirie è nata in Somalia. Dopo aver subito bambina l'infibulazione, si è ribellata. È fuggita, si è trasferita a Londra ed è diventata una celebre modella.

Oggi ha due figli ed è portavoce ufficiale di Face to Face, la campagna internazionale dell’Onu contro le mutilazioni genitali femminili . Nel libro, insieme alla giornalista Corinna Millborn, parte in un'inchiesta sulla cosiddetta mgf in diversi paesi europei.

Waris e Corinna danno voce alle donne e alla loro testimonianza, e rendono conto anche del dibattito sulla legge per la prevenzione e il divieto della mgf, approvata in Italia nel dicembre 2005.

Il libro è la denuncia di una tortura che colpisce milioni di donne, ragazze e bambine. Anche intorno a noi.
L’appello è ovviamente che questa barbarie finisca al più presto. Ma come?

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02 febbraio 2008

YouTube: Odi et amo

Meno di un annetto fa scrissi un articolo su YouTube, una specie di apologia dell'Odi et Amo.

La riporto qui di seguito. Anche se oggi, dopo pochi mesi, siamo decisamente passati verso l'Amo....

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01 febbraio 2008

Caos Calmo: e chi l'ha visto il film? C'era Nanni Moretti.

Stamane proiezione per giornalisti di Caos Calmo. Un pienone incredibile, addetti ai lavori ovunque sparsi per il cinema Apollo, a Milano, e io che mi sono persa i primi cinque minuti  - ritardo, mea culpa -.

Sala buia, scena iniziale del salvataggio in mare della Isabella Ferrari non vista, mi siedo di fianco ad uno dei sommi critici cinematografici Gianni Canova, e osservo lo schermo in silenzio. Vedo Nanni Moretti, Nanni Moretti, Nanni Moretti. Ascolto: Nanni Moretti, Nanni Moretti, Nanni Moretti.

Mi sembra uno di quegli strani casi in cui il regista del film, seppur bravissimo, non si sente. Un pò schiacciato, forse, dalla storia di Sandro Veronesi, e dalla presenza dell'attore Moretti, Antonello Grimaldi non si tira indietro nella sfida, ma non lascia un'impronta forte. L'impronta, semmai, ce la regalano la nuova canzone di Ivano Fossati, scritta per l'occasione. Titola "L'amore trasparente". E poi "Pyramid Song" dei Radiohead, "Cigarettes and chocolate milk" di Rufus Wainwright, e "Your ex-lover is dead" degli Stars.

Il resto, è una bella storia, ma soprattutto, sono personaggi che girano intorno a Moretti. Nel film, si chiama Pietro, e fa il manager televisivo, ma poco importa. La Golino, sorella della moglie deceduta. La Ferrari, femme fatale sempre e comunque, adesso per gli intellettuali anche, Silvio Orlando, da sempre attore-feticcio di Nanni, che da direttore del personale non riesce a trovare strategie sensate per una fusione aziendale in atto, Kasja che faceva le pubblicità e che adesso col suo bel viso accompagna il cane tutti i giorni nel piccolo parco pubblico davanti alla scuola della figlia, dove Nanni si è fermato, per elaborare il lutto. Tutto e tutti girano intorno al protagonista Nanni-Pietro e alla sua solitudine, e incapacità di evolvere dopo la scomparsa della compagna.

Nanni, invece, gira intorno alla figlia.

Questo, se vogliamo, è il lato più bello, più tenero e più vero del film e della storia. E anche quello più  toccante. Come ne "La stanza del figlio", assistiamo ad un importante momento di passaggio, e di ricerca di una nuova identità dopo la tragedia. Anche la scena di sesso di cui tutti i giornalisti hanno parlato è lì a spiegarla, questa tragedia. Perché è una scena cruda, cattiva,  molesta. Quanto la violenza che ci viene fatta quando perdiamo una persona che ci è cara. Altro che gossip.

Il film mi è piaciuto, insomma. Anche se da appassionata ma disincantata Morettiana, ripeto: c'è solo lui.

PS: Curiosità per gli appassionati di marketing e di product placement. Allego una foto che racconta come si finanziano i film oggi. Me l'hanno mandata dalla Bmw.

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Berlino Transmediale: un fine settimana "diverso"

A Berlino in questi giorni c'è veramente mezzo mondo di gioventù. Motivo: è appena iniziata la Transmediale. Un Festival di arte e musica elettronica outstanding, dove si riuniscono i meglio creativi del globo per un fine settimana unico, in Europa. E tutta la capitale tedesca pullula, pullula e ripullula.

Quest'anno la partecipazione più italiana titola I am You: The Special Player. Si tratta di uno di quei progetti interdisciplinari che coinvolgono gruppi di artisti di diverse branchie, e formazione attraverso la creazione - termini tecnici - di dj set e performance.

Suona un pò per gente acid, ma in realtà l'apparenza inganna.
Guardare il programma per credere.
Guardare i voli last minute Italia-Berlino per un week end diverso dal solito.

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