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Moore, altro che malasanità

Ebbene, oggi ho visto il famigerato Sicko di Micheal Moore.

Prima osservazione di colore. Moore non sembra molto in salute. Ovvero, il suo stato di "non splendido quarantenne" ben rappresenta  quello che egli stesso descrive come la malandata salute della salute americana. Una delle peggio messe al mondo.

Seconda osservazione. Quanto siamo fortunati in Europa. Quando ero piccola e siamo stati per lungo tempo negli States, dicevo a papà che lì non ci avrei mai vissuto. Un amico che faceva surf si era rotto una gamba e si era fatta una colletta per pagare i suoi 60mila dollari di gesso (sì proprio 60mila dollari, credo nell’89). Ovviamente, il surfista in questione, poi, ha anche dovuto accendere un mutuo per ripararsi "l’investimento".

Terza osservazione. Quando sono le aziende a governare la salute (come anche la cultura, e altre amenità necessarie agli essere umani) e non lo Stato, succedono sempre disastri. Perché un’assicurazione sanitaria quotata in Borsa premia il medico/assicuratore con dei bonus in funzione di quante operazioni il medico stesso riesce a negare a dei poveri cittadini. Perché un signore che ha firmato una legge a favore di una casa di farmaci il giorno dopo viene assunto dalla stessa con uno stipendio di 2 milioni di dollari l’anno.

Quarta ed ultima osservazione. E’ una vergogna che una madre perda un figlio perché l’ha portato nell’ospedale sbagliato, e le venga negato un pronto soccorso. Lo sapevamo. Ma vederlo, come sempre, è tutta un’altra storia.